Proposte e strategie per rinnovare l'Italia da Confesercenti: stilati 10 punti

Il presidenti di Confesercenti parla della situazione italiana e propone una lista di 10 punti con cui tentare di risollevarne le sorti



”Non si può bloccare un Paese già in affanno nella competizione internazionale e con ritardi drammatici sull’innovazione, la ricerca, le infrastrutture, la formazione, l’università, ma anche pesantemente indietro per la qualità urbana, l’attenzione all’ambiente, la sicurezza e la lotta al ricatto mafioso che si fa sentire nel Mezzogiorno, dove le carenze infrastrutturali e produttive presentano caratteristiche di forte arretratezza.” - ha detto Venturi.

“Ma anche il Nord – precisa il presidente – non è il paese di bengodi e subisce anch’esso pesanti ritardi: si pensi alla TAV, alla situazione di autostrade e aeroporti rispetto al resto dei paesi europei”. Inoltre le previsioni per il 2008 appena cominciato sono decisamente peggiori con una crescita sotto l’1% e più vicina allo 0”.
“Inutile negarlo: le ragioni della crisi di Governo che ha portato alle elezioni – prosegue Venturi - stanno in una legge elettorale che ha prodotto instabilità ed esaltato il potere esclusivo dei partiti. Ma stanno anche nella inaccettabile frantumazione della rappresentanza politica che allontana i cittadini dai partiti, premiando le scelte di potere contingenti a scapito dei problemi generali del paese e della capacità di accettare le grandi sfide economiche e sociali”.
“Ora è tempo di svolte e cambiamenti profondi in grado di assicurare stabilità, di non bloccare più un paese già in affanno, di recuperare ritardi drammatici a cominciare dalla innovazione e dalla competitività”.

Per questi motivi sostiene Venturi “ basta tirare a campare.
I partiti sappiano che non ci accontentiamo più di qualche concessione, vogliamo un paese che funziona ed una classe politica e di governo che rispetti i programmi e che sappia anche trovare convergenze su alcuni grandi temi come le riforme e la politica internazionale”.
Venturi preannuncia che la Confesercenti, riaffermando la sua autonomia, è decisa ad incontrare i vertici delle forze politiche dei due schieramenti chiamandole ad un confronto serrato su 10 punti di proposta ma anche “provocatori” perchè evidenziano insopportabili ritardi ed immobilismi non più accettabili.

Ecco il decalogo proposto da Confesercenti:

  1. Stop agli sprechi: abolire le province, ridurre le comunità montane, privatizzare le aziende municipalizzate;
  2. stop alla burocrazia: entro 3 anni solo documenti telematici e meno dipendenti pubblici;
  3. stop al caro energia: meno vincoli, più incentivi e tempi rapidi per le fonti rinnovabili, meno accise sui carburanti;
  4. stop al fisco esoso: taglio IRE/IRES per pmi, fisco premiale per chi investe in innovazione e tecnologie, esenzione IRAP fino a 15.000 €, lotta all'abusivismo;
  5. stop alla criminalità: più poliziotti nelle strade, più certezza delle pene, premiare chi denuncia taglieggiatori ed usurai, sostenere associazioni antiracket ed antiusura;
  6. decidere per le infrastrutture: task force per completare le opere, realizzare rapidamente le vie del mare, la TAV e l'autostrada SA-RC;
  7. decidere per i giovani: un "conto risparmio" per la formazione, dotarli di computer e di internet, incentivarli ad aprire nuove pmi, frenare la fuga dal Mezzogiorno;
  8. decidere per le pmi: incentivi per la costruzione di centri commerciali naturali, meno tasse locali, sconti fiscali per l'energia, computer ed internet per tutte le pmi;
  9. decidere per il turismo: allungare la stagionalità, abbattere tasse e tariffe locali, sostenere gli hotel per dotarsi di TV satellitare, centri benessere, animazione e favorire l'acquisto delle stesse strutture alberghiere. Ridurre il costo dell'energia elettrica nella bassa stagione;
  10. decidere per l'ambiente: agevolazioni shock per riconversioni edifici e nuove costruzioni, apertura e funzionamento depuratori, raccolta differenziata rifiuti.

Cinque “stop” ad ostacoli che “impediscono la crescita come gli sprechi della spesa pubblica, la burocrazia che soffoca le pmi, il caro energia, il fisco esoso, la criminalità.”
Ma anche cinque richieste per “decidere” su nodi cruciali:”dalle infrastrutture alle politiche per i giovani, dal sostegno alle pmi, all’ambiente, al rilancio del turismo”.

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