Elezioni in Spagna 2008: Zapatero parla a microfoni spenti e mette a rischio la vittoria

La gaffe di Zapatero rimette in moto i popolari



Dopo un'intervista di 50 minuti che doveva raffreddare i rapporti tra il Psoe di Zapatero e la Santa Sede dopo le tensioni dei giorni scorsi, il premier socialisto convinto di parlare a microfoni spenti si è rivolto al giornalistaIñaki Gabilondo dicendo: "Credo che a noi convenga che ci sia tensione", ed il perfido giornalista: "conviene moltissimo", ed ancora il premier: "Comincerò, a partire da questo fine settimana, a drammatizzare un po'. Ci conviene molto. Se no, la gente...".

Immediate sono state le accuse lanciate dal partito popolare di Rajoy che nei giorni passati era stato accusato dallo stesso partito socialista di aver guidato «l'opposizione più distruttiva e intollerante nella storia della Democrazia».

Tuttavia questa mattina il leader socialista si è affrettato a rettificare le sue parole sostenendo che il termine tensione era riferito all'intenzione di smobilitare l'elettorato socialista poiché le elezioni non sono ancora vinte.Gli ultimi sondaggi, usciti proprio oggi, parlano di una lenta quanto progressiva rimonta del partito popolare che, a differenza dei sondaggi di Aprile quando era dato a 3,5 % dal Psoe, è distanziato a solo l'1,5% dal partito del leader uscente.

Le elezioni del 2004 videro la schiacciante vittoria dei socialisti sui popolari (42,59% - 37,71%) in un clima di terrore dopo l'attentato terroristico di Madrid che vide la morte di 192 persone ed il ferimento di 1427, rivendicato da Al Qaeda che chiedeva il ritiro delle truppe spagnole dall'Iraq che erano state mandate dall'allora leader popolare Aznar.

Le elezioni di quest'anno paiono molto più equilibrate con una campagna elettorale dominata dai temi economici che trovano comunque la popolazione più inclinata ad affidare la risoluzione di tali problemi al premier uscente.

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