Credite Suisse: 2,85 miliardi di dollari in bilancio sbagliati. O una truffa di trader interni?

Altro scandalo bancario. Dopo Societè Generale ora tocca a Credite Suisse, con un buco di 2,85 miliardi di euro



Un altro scandalo nel mondo bancario. Dopo la francese Société Générale è la volta del Crédit Suisse, secondo istituto di credito nella Confederazione elvetica, ad essere costretto a svalutare assets per circa due miliardi di euro a causa di operazioni fatte da un gruppo di traders. Ma l'aspetto che lascia perplessi è che la motivazione ufficiale è la correzione è dovuta ad alcuni errori contabili compiuti da un numero limitato di trader relativi al prezzo dei bond in portafoglio, che sarebbero emersi da un' indagine interna.

Un tonfo in Borsa dove il titolo è in caduta libera con tutte le conseguenze del caso. Una volta che l'inchiesta interna sarà chiusa a Zurigo cercheranno di sapere se la perdita abbia avuto un effetto sui conti del gruppo.

L'attuale amministratore delegato Brady Dougan aveva assunto l'incarico a maggio del 2007 dopo che il predecessore era stato costretto alle dimissioni a causa del buco provocato dai mutui subprime.

Due giorni fa il primo ministro del Qatar aveva comunicato che l'emirato arabo stava comprnado titoli del Crédit Suisse senza tuttavia precisarne l'ammontare. Un ulteriore affondo dei cosiddetti fondi sovrani che stanno prendendo posizione nel capitale delle banche piu' esposte all'effetto subprime

Lo scenario che emerge aggiunge ulteriori dubbi all'affidabilità del sistema bancario europeo, di cui è ormai facile sospettare che le procedure di gestione non sono in grado di garantire la trasparenza dell'operatività delle banche. Oppure, il che non sarebbe comunque tranquillizzante, che le basilari regole di sicurezza informatica sono ignorate.

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