Le 12 proposte di legge alla base dei punti del programma del PD saranno fatte decreti subito

Se il Partito Democratico verrà eletto farà diventare Decreti legge le 12 proposte presentate alle elezioni



12 proposte al primo Cdm - "Ho dato mandato - annuncia lo stesso Veltroni - ai gruppi parlamentari di scrivere le 12 proposte di legge che corrispondono alle 12 idee-forza che abbiamo presentato all'assemblea costituente. Le porteremo alla prima seduta del Consiglio dei ministri, se vinceremo le elezioni, e le faremo diventare leggi dello Stato".

"In questi 15 anni - ha quindi rimarcato Veltroni - i programmi servivano a giustificare delle coalizioni eterogenee. Noi abbiamo introdotto un elemento di rottura: siamo un partito che si candida a governare l'Italia con un programma chiaro". Una precisa strategia fatta di linee-guida che eviti ciò che è accaduto all'esecutivo Prodi, quando "sin dal primo giorno in cui Romano Prodi si è seduto lì, nella maggioranza si è cominciato a segare l'albero su cui era seduta".

La questione Radicali - Escluso l'apparentamento con l'Italia dei Valori, spiega poi Veltroni, "altri se vorranno, verranno dentro le liste del Pd e dovranno sottoscrivere il programma", compresi i Radicali. Per quanto riguarda l'Idv, Veltroni puntualizza che "Di Pietro non solo ha accettato non solo di sottoscrivere il programma, ma anche di favorire progressivamente un processo di incontro tra la sua forza politica e il Pd". "E' finito - tuona il segretario del Partito democratico - il tempo delle alleanze tra 12 partitI. Ora se si sta con un partito in una coalizione si sta con un solo programma".

Il ricambio generazionale - Ma non solo. Veltroni, infatti, difende la scelta di puntare su candidati giovani per il 13 e 14 aprile. Se il Pd non avesse promosso un ricambio generazionale nelle candidature, dice, "avrebbe rischiato di perdere. Nella politica italiana c'e' bisogno di forze nuove, di società vera e competenze".

Il confronto tv con il Cavaliere - Il leader si dichiara inoltre disponibile ad un confronto tv con Silvio Berlusconi: "Sì, assolutamente, purché ci siano le condizioni. Mi sembra un dovere nei confronti degli italiani".

Il ristagno dell'economia - Non manca nel discorso di Veltroni un'attenzione alla situazione economica del paese. "L'Italia - fa notare - cresce poco da  troppi anni. Cresce poco l'economia, crescono poco gli stipendi delle persone. Non è questione che possa essere riferita solo ad un governo. Purtroppo è una sequenza ininterrotta di governi che, magari, hanno fatto come l'ultimo un risanamento finanziario ma da molti anni l'Italia non cresce quanto dovrebbe". "Questa è la sfida dell'Italia nuova - rilancia il numero uno del Pd - un'Italia più veloce e più moderna, capace di guardare a se stessa come amica di chi intraprende e rischia".

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