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Famiglie ricorrono sempre di più ai pagamenti rateali

Più risparmiose, più indebitate ma meno pagatrici.



Più risparmiose, più indebitate ma meno pagatrici.

Questa, rileva la Cgia di Mestre, la ricetta delle famiglie italiane per cercare di far quadrare i propri bilanci. Negli ultimi due anni, i pagamenti rateali, infatti, sono cresciuti del 18,4% in media in tutto il Paese.

Nella Campania, la regione che fa registrare la percentuale di incremento più elevata, tra il 2002 e il 2004 è rilevata una crescita del 21,6% sfiorando quota 925,57 euro pro capite di indebitamento per i pagamenti rateali. Segue il Veneto (+20,5% e 773,50 euro pro capite), le Marche (+20% e 862,96 euro pro capite), e il Trentino Alto Adige (+19,8% e 573,37 euro pro capite). Le percentuali di crescita più basse si registrano invece in Valle D'Aosta (+12%), in Liguria (13,8%), in Toscana (15,1%).

Sul fronte del risparmio, poi, dall'indagine dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre emerge un'immagine nitida sulle virtù di abruzzesi e sardi. Proprio in queste due regioni le percentuali di risparmio (rispettivamente + 10,3% e + 9,6%), sono le più alte registrate tra il 2002 e il 2004 nel Belpaese.

Al terzo posto la Valle D'Aosta (+9,5%), e quarta l'Emilia Romagna (8,6%). Segno negativo nel biennio viene attribuito solo alle famiglie lucane e calabresi. In Basilicata si registra infatti -4,1% e in Calabria -0,3%.

Le cause di questa tendenza che vede le famiglie italiane fare sempre più ricorso ai pagamenti rateali senza però toccare i risparmi bancari sono ''difficili da elencare -sottolinea il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi- anche se mai come in questo periodo ai consumatori italiani vengono proposte delle modalità di pagamento così vantaggiose''.

''Per l'acquisto di elettrodomestici, di arredamento per la casa, di piccole autovetture ed altro ancora -spiega- si può cominciare a pagare dopo 6 mesi o anche un anno dall'acquisto con tassi di interesse pari a zero.

Per contro non va dimenticato che per le famiglie meno abbienti il ricorso alla rateizzazione è stato un atto quasi dovuto.

E per molte di queste, visto l'aumento delle insolvenze con le banche, arrivare alla fine del mese senza toccare i risparmi è diventata un'impresa sempre più difficile'', conclude Bertolussi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il