Scandalo McCain alle primarie Usa repubblicane: avrebbe avuto una relazione con una lobbista

C'erano nell'aria tutti i segni di una tempesta in arrivo, e come previsto è arrivata



C'erano nell'aria tutti i segni di una tempesta in arrivo: era circolata la notizia della creazione di una associazione nuova di zecca, l'American Leadership Project, per confezionare pillole avvelenate (spot pubblicitari, telefonate, volantini) contro Obama nelle prossime e cruciali campagne in Ohio e in Texas. I consiglieri di Hillary le venivano ripetendo - particolarmente dopo che a capo del suo staff era arrivata Maggie Williams, un vero molosso che già si era occupata di lei all'epoca dell'affare Lewinski - che era arrivato il momento di picchiare duro per distruggere il "ragazzo prodigio" che le stava rubando la presidenza. Anche i consiglieri di Obama gli avevano raccomandato di smettere di fare il signore e di rispondere punto per punto.
Nei prossimi giorni quindi erano attese scintille in campo democratico, e sicuramente ci saranno.

Ma quello che è caduto sulla testa del quasi certo vincitore repubblicano John McCain è un macigno di prima grandezza. L'ha lanciato, dopo lunga ponderazione necessaria per avere il via libera del suo ufficio legale, il "New York Times", l'autorevole quotidiano che gli elettori repubblicani e l'establishment politico di destra considerano l'odiato rappresentante della cultura liberal e un po' depravata della costa orientale.
I fatti: giovedì, in un lungo articolo firmato da ben quattro giornalisti, il Times riferisce di avere appreso da "alcuni collaboratori" non meglio identificati dello staff elettorale di McCain che nel corso delle primarie del 2000 (in cui McCain era candidato contro George W. Bush) c'era stato un episodio che avrebbe potuto danneggiare seriamente la credibilità del senatore e cui i suoi solerti collaboratori erano riusciti a porre fine, non prima però di alcuni scontri verbali con lui stesso. Di cosa si trattò? Cosa ci fu di così grave e perché viene ricordato oggi?

Sembra che all'epoca l'allora sessantatreenne McCain (oggi ha 71 anni) frequentasse da tempo una graziosa rappresentante del mondo imprenditoriale, una lobbista, più giovane di lui 31 anni, che si recava frequentemente nel suo ufficio, lo accompagnava nei suoi spostamenti mettendogli anche a disposizione il jet privato di uno dei suoi clienti. La signora si chiama Vicki Iseman e sia lei che McCain hanno negato che vi sia stata tra loro una "relazione romantica" (McCain è sposato e la moglie gli ha confermato tutta la sua fiducia). Ma le accuse ventilate dal New York Times non sono tanto di infedeltà coniugale - che comunque nel caso di McCain, che è un convinto sostenitore dei valori di Dio, patria e famiglia, sarebbero già abbastanza gravi - quanto di corruzione o, come minimo, di scorrettezza.
Il fatto è che nel 2000 la signora Iseman rappresentava alcune importanti società di telecomunicazioni mentre McCain era il presidente della commissione del senato responsabile in materia. Ora, nel sistema politico americano i lobbisti sono una realtà alla luce del sole ed è normale che si incontrino con i parlamentari per promuovere i provvedimenti legislativi di loro interesse. Quello che non è normale è che una lobbista abbia libero accesso al presidente della commissione competente, lo accompagni nei viaggi, ne finanzi - attraverso i suoi clienti e società di comodo - la campagna elettorale. Tanto più che sarebbero emersi numerosi casi in cui McCain si è adoperato espressamente per favorire lei a scapito di altri.
E' questo il motivo per cui ad un certo punto i "collaboratori" di McCain, così come riferisce il New York Times, decisero di prendere da parte la signora Iseman e di ingiungerle di sparire - cosa che sembra abbia fatto. Dopodiché andarono dal loro capo e gli dissero di non fare altre sciocchezze che avrebbero messo a repentaglio la campagna elettorale e la sua credibilità.

Naturalmente McCain ha smentito non solo la relazione sentimentale, ma anche qualunque comportamento inappropriato; ha anche attaccato il New York Times accusandolo di avere orchestrato una campagna diffamatoria. E tuttavia alcuni fatti sembrano acclarati: l'interessamento per favorire i clienti della Iseman, l'uso del jet privato, i finanziamenti politici da parte dei clienti della Iseman. Tutto ciò è molto imbarazzante per un uomo che ha fatto della lotta contro la corruzione e contro il potere delle lobby un punto fermo della sua azione politica. Lui stesso, assieme al democratico Russ Feingold, è il promotore della legge nota come McCain-Feingold che riforma e moralizza, almeno in parte, il finanziamento delle campagne elettorali.

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Fonte: pubblicato il