Cambiamenti a Cuba? Nuove relazioni con gli Usa con Raul Castro presidente?

Con l'uscita di scenda di Fidel Castro si prospettano cambiamenti a Cuba. Ma ci saranno veramente?



A Cuba cambierà poco o niente con l'uscita di scena di Fidel Castro. Il 'lider maximo' non sarà più capo dello stato e del governo ma resterà alla guida del partito e, malgrado la malattia, a comandare sarà ancora lui.

Da registrare comunque il fatto che il segretario di Stato americano Condoleezza Rice ha chiesto al regime cubano di "avviare un processo di cambiamento democratico pacifico". In una dichiarazione diffusa a Washington proprie mentre si sta scegliendo il successore di Fidel Castro, la Rice ha ribadito le richieste statunitensi e cioé "la liberazione di tutti i prigionieri politici, il rispetto dei diritti umani" oltre ad "elezioni libere e giuste". Il segretario di Stato, che è appena giunta in Corea del Sud, chiede anche alla comunità internazionale "di lavorare con i cubani per iniziare a costruire le istituzioni necessarie per la democrazia e di appoggiare la società civile cubana".

José Gabriel Ramon Castillo, 50 anni, dissidente liberato dopo cinque anni di carcere, invece non è tenero con le autorità che pure lo hanno rilasciato e, in dichiarazioni al 'Sunday Telegraph', getta, come altri, molta acqua sul fuoco degli entusiasmi innescati dalla 'storica svolta' annunciata martedi. Nell'intervista, Castillo parla del futuro del suo paese e del trattamento "disumano" a suo dire subito durante la detenzione per gettare una luce, sottolinea il domenicale britannico, "sul lato oscuro del regime castrista".

"E' terribile, è stato come vivere in un deserto - ha detto della sua detenzione - spesso ti lasciavano senza cibo e acqua, altre volte c'erano umiliazioni e torture". "Non erano le torture classiche da manuale, quelle con gli elettrodi, ma erano comunque crudeli e degradanti, per un nonnulla venivamo picchiati, anche chi di noi era ricoverato in ospedale", ha raccontato.

 "Con le dimissioni di Castro non cambierà niente, continuerà a manipolare le cose da dietro le quinte", ha poi osservato Castillo sul processo oggi sancito dall'Assemblea nazionale con la designazione di un successore.

Anche Alina Fernadez, figlia anti-castrista di Fidel, da anni residente in Florida tra gli esuli cubani, la pensa come l'ex oppositore. "Il governo rimarrà sostanzialmente lo stesso", ha detto alla Cnn. Scrive sempre l'ANSA che il nuovo uomo forte, suo zio Raul, qualche concessione economica potrebbe anche farla, "ma solo se questo non gli farà perdere potere sul piano politico".

Sarà comunque sempre Fidel "a tenere in mano le redini del potere". Castillo, un ex giornalista, fu arrestato nel 2003 per avere pubblicato articoli critici del regime. La scorsa settimana è stato rilasciato assieme a altri 74 dissidenti e ora si trova a Madrid, dove si è riunito con i suoi familiari, pare grazie anche alle forti pressioni esercitate dal governo Zapatero.

Al momento, secondo l'agenzia Reuters, per le strade dell'Avana si respira più aria di indifferenza che di grandi aspettative. Secondo molti osservatori, proprio la questione dei diritti umani sarà determinante per valutare se a Cuba, la svolta ci sarà davvero.

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