Vacanze, scambiamoci la casa

L''home exchange' conquista l'Italia



Un monocale in una delle più belle capitali europee, oppure una villetta con vista sull'oceano, un cottage sulla costa irlandese. Io do una casa a te, tu dai una casa a me. E' la 'home exchange', letteralmente lo scambio di casa, una formula di vacanza vecchia ormai di cinquant'anni, fiorita negli Stati Uniti sul finire degli anni '60 e che secondo le associazioni specializzate, da qualche tempo si sta diffondendo anche in Italia.

Ce n'è per tutti i gusti e tra paradisi esotici e paesaggi del Nord Europa saltano fuori proposte di scambio che riguardano anche Giappone, Argentina, Guadalupa, Vietnam, Nepal e Perù. Il costo è praticamente nullo.
E' l'ultima frontiera della vacanza intelligente, culturale ma soprattutto economica, che permette di soggiornare all'estero o in Italia al solo costo del viaggio aprendo le porte di casa nostra ai turisti di tutto il mondo e ottenendo in cambio la possibilità di essere ospitati nelle loro. Il profilo dello scambista ideale? Viaggiatori 'alternativi', che hanno voglia di scoprire nuovi costumi e stili di vita, dal livello culturale medio alto, soggetti di grande apertura mentale e disponibilità verso il prossimo.
Luogo d'incontro preferito è il web. Numerosi i siti, alcuni con oltre 16 mila iscritti, che offrono la possibilità di inserire la propria offerta di scambio, con tanto di fotografia, e contattare i diversi proprietari, telefonicamente o via mail. L'unico onere il pagamento di un'iscrizione annua che va dalle 30 alle 150 euro.

Variante dell''home exchange' è l''home sitting', che consente di starsene tranquillamente in vacanza offrendo la propria casa a stranieri perchè venga accudita con tanto di eventuali animali domestici da coccolare e di cui prendersi cura: massima libertà durante la giornata ma con l'obbligo di ritornare a dormire nell'abitazione durante la notte. In questo caso il consiglio è scegliere coppie non più giovani e con una buona esperienza di scambio. Esistono infatti diversi surrogati della 'home exchange', dallo scambio ospitalità che consente ad una famiglia di recarsi in casa dell'altra mentre questa vi è presente e viceversa, a quello pensata appositamente per i giovani che ospitano e vengono ospitati.
Il consiglio è sempre quello di accogliere prima la famiglia, per poterla conoscere al meglio. Ma niente panico per eventuali brutte sorprese.
Gli utenti appartengono a una fascia medio alta, generalmente persone responsabili ed educate, che spesso viaggiano anche per lavoro. Meglio comunque assicurarsi di una certa sintonia di gusti con le persone con le quali si effettuerà lo scambio, prima di decidere chiarire ogni dubbio chiedendo di tutto ai propri partners dal clima al funzionamento dell'impianto di riscaldamento o del condizionatore, dal tipo di biancheria usata per il letto alle attrezzature da cucina. 
 
E' buona regola inoltre, secondo il 'galateo dello scambista', impegnarsi reciprocamente a risarcire possibili danni, far trovare la casa pulita e in ordine all'arrivo dei propri ospiti e lasciare una lista di numeri utili.
Eppure in Italia non sono più di 5000 i turisti che scelgono questo tipo di vacanza in parte perchè sono ancora diffidenti e restii a lasciare la propria abitazione in mano a degli sconosciuti, in parte perchè il fenomeno ancora poco noto nel nostro paese funziona molto per passa parola.
Ma di sicuro il fascino esercitato dalla possibilita di esplorare luoghi spesso fuori dalle comuni rotte turistiche, o l'opportunità di viaggiare a costi ridotti funge sempre più da buon input anche per gli italiani.

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Fonte: pubblicato il