Afghanistan e Nato: gli Stati Uniti chiedono uomini e mezzi, gli Stati europei sono restii

Vertice Nato per aumentare truppe in Afghanistan. I Paesi europei non sono d'accordo



Il ministro francese Bernard Kouchner annuncia che la conferenza dei donatori si terrà a Parigi all'inizio di giugno, "forse il 5 e 6", nessun paese alleato ha risposto agli appelli degli Stati Uniti circa la necessità di fornire più uomini e più mezzi in Afghanistan. E questo nonostante la minaccia del Canada, che parla di ritirarsi se non avrà maggiore sostegno "di almeno altri 1.000 uomini" come ha detto oggi il ministro degli Esteri Peter Mackay.

"Sono certo che gli alleati garantiranno il massimo contributo possibile" aveva detto il britannico David Miliband all'arrivo al vertice. Massimo D'Alema ha ribadito ai giornalisti che l'Italia non aumenterà la sua presenza militare in Afghanistan, già "molto rilevante, siamo il quarto contributore", ma sta valutando la possibilità di aumentare il suo impegno nella formazione e nella preparazione delle forze afgane.
Proprio oggi da Viterbo, il capo di Stato maggiore dell'esercito generale Castagnetti ha ribadito che quando i militari italiani lasceranno il comando della regione di Kabul, si intende mantenere "una presenza italiana ridotta" nella capitale afgana, e "potenziare" invece coi soldati "risparmiati" il Regional Command West a responsabilità italiana a Herat.

La strategia della Nato in Afghanistan dovrebbe essere resa pubblica al summit di Bucarest del 2-4 aprile. Per l'intanto molti si concentrano appunto sulla gestione della sicurezza a Kabul che dovrebbe tornare, si auspica, nelle mani degli afgani stessi. Il governo dell'Afghanistan deve "fare di più" per la stabilizzazione ha detto il segretario generale dell'Alleanza, Jaap de Hoop Scheffer. Sempre il generale Castagnetti da Viterbo oggi ha confermato che il comandante della missione Isaf in Afghanistan, generale McNeil, "pensa che forse sia già arrivato il tempo di consegnare la responsabilità di Kabul alle autorità afgane".

La missione della Nato conta 43.000 uomini in Afghanistan. Il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner (sul quale si indirizzano le speranze canadesi per un aumento della forza) ha dato oggi qualche indicazione sui punti che verranno elaborati al vertice di Bucarest. Di concreto c'è poco: gli Alleati riaffermeranno la disponibilità a un impegno di lungo termine; indicheranno con chiarezza le modalità del trasferimento della sicurezza alle autorità afgane; indicheranno delle priorità politiche; nonché le priorità della ricostruzione, sotto la guida del coordinatore dell'Onu. Sempre in quel vertice la Francia potrebbe annunciare se accetterà di inviare qualche militare in più.

Il nome del nuovo coordinatore delle Nazioni Unite è apparso oggi sempre per bocca di Kouchner, secondo cui in pole position c'è il diplomatico norvegese Kai Eide. E' il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon che decide, ha precisato Kouchner, "ma penso che Eide abbia buone chance". E' ormai tramontata l'ipotesi troppo complessa di riunire in una sola carica di 'super inviato' le tre funzioni di rappresentante dell'Onu, della Nato e dell'Unione Europea.

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