Crisi Colombia, Ecuador e Venezuela: vertice per cercare di risolvere situazione

Crisi Colombia, Ecuador e Venezuela: vertice per cercare di risolvere situazione



La crisi in America Latina si è intensificata, in seguito al raid della Colombia, in cui è stato ucciso uno dei comandanti della guerriglia marxista-leninista colombiana delle Farc, Raul Reyes, avvenuto, però, in territorio ecuadoriano (a meno di due chilometri dal confine), nella notte di sabato 1 marzo.

In questi giorni la tensione fra Colombia ed Ecuador e Venezuela sta raggiungendo livelli critici, e gli sviluppi della situazione - che si arrivi o meno ad una guerra - rischiano di minare i rapporti futuri in tutto il continente americano, Stati Uniti compresi. Venezuela ed Ecuador, entrambi esportatori di petrolio, hanno rotto le relazioni diplomatiche con la Colombia e hanno schierato truppe ai confini, a cui si è aggiunto il Nicaragua, che ha rotto le relazioni diplomatiche con il paese colombiano.

Gli alleati di sinistra Rafael Correa, presidente ecuadoriano, e Hugo Chavez, Presidente del Venezuela, vogliono delle scuse dalla Colombia, criticata anche per la sua stretta alleanza con gli Usa. "Certamente possiamo porre una fine al conflitto nel meeting. E' facile, se avremo delle scuse incondizionate dal presidente colombiano Alvaro Uribe", ha dichiarato Correa.

Anche i leader dell'Argentina, del Guatemala e del Messico saranno presenti al summit, organizzato molto tempo prima della crisi, e, in secondo piano, anche Francia e Usa, che caldeggiano una rapida soluzione diplomatica.

Correa, che ha visitato nei giorni scorsi sei paesi latino-americani per chiedere supporto per quella che ha chiamato una violazione premeditata della sovranità da parte della Colombia, ha detto che deve promettere di non violare i confini mai più e ha rigettato le accuse di supportare le Farc, rivoltegli dalla Colombia. "Non è un problema bilaterale, è un problema locale", ha detto Correa alla televisione messicana. "Se questo diventasse un precedente, l'America Latina si trasformerebbe in un altro Medio Oriente".

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