Trasferimento mutui: quali banche sono le migliori a livello di portabilità? Confronto

Qualcosa sembra stia cambiano riguardo la portabilità dei mutui a costo zero grazie alla Finanziaria 2008



Il concetto di portabilità del mutuo attraverso la surrogazione dell’ipoteca sembra ad un punto di svolta con le nuove norme della Finanziaria 2008.
Oggi infatti la portabilità sembra possibile, senza costi per il consumatore (nessuna penale di estinzione, nessuna nuova imposta a parte la tassa ipotecaria di 35 euro, nessun costo di perizia e di istruttoria, i costi del notaio a carico della banca subentrante nel mutuo) per i clienti di Ing Direct, Barclays Intesa San Paolo.

Il mercato dei mutui
Sono 3,5 milioni e valgono 300 miliardi i mutui accesi dagli italiani. Dall’inizio dell’anno scorso, cioè da quando è possibile il trasloco del mutuo (tecnicamente la «surroga») è nata la concorrenza non solo sui nuovi contratti ma anche su quelli già sottoscritti. I consumatori non hanno certo perso tempo: nel 2007 ci sono state 42 mila rinegoziazioni e 50 mila estinzioni anticipate. Una mobilità resa più agevole anche da iniziative di categoria, come l’accordo fra Abi (l’associazione delle aziende di credito) e consumatori sui costi di estinzione anticipata e l’introduzione della procedura interbancaria elettronica per il trasferimento, promossa sempre dall’Abi a partire dal 4 febbraio e in fase di avvio operativo in queste settimane.

Come funziona la surroga?
La procedura consente al cliente di rivolgersi direttamente solo alla banca nuova, che «dialoga» con quella vecchia facendo partire il contratto automaticamente da una certa data. Certo, sul mercato le rinegoziazioni sono state favorite, oltre che dalla competizione, anche da altre considerazioni e urgenze (Unicredit ha sottolineato di aver rivisto nel 2007 mutui di 18 mila clienti «rischiosi » prima della crisi dei subprime).

Incentivi pubblici
La portabilità del mutuo per la prima casa viaggia su una corsia fiscale preferenziale. Per favorire la sostituzione o rinegoziazione dei mutui già stipulati l’agenzia delle Entrate apre le porte alla detraibilità dell’intera quota di interessi passivi, compresa quella riferibile al coniuge non più mutuatario. A stabilirlo è la risoluzione n. 57/E del 21 febbraio che si richiama esplicitamente alla volontà del legislatore di non frapporre ostacoli di natura fiscale alla possibilità di rimpiazzare un mutuo preesistente.

In quest’ottica, la detrazione del 19% degli interessi passivi e degli oneri accessori di un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale è garantita anche in caso di estinzione del vecchio mutuo e di accensione di un nuovo prestito da parte di uno solo dei mutuatari iniziali.

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Fonte: pubblicato il