Pil Italiano allo 0,6% per il 2008. Previsioni assolutamente negative

Dalle stime iniziali di crescita del Pil del 1,5% per il 2008, il Governo ridimensiona il tutto per passare allo 0,6%



Dalla relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica (ex Trimestrale di cassa) è emerso che le previsioni sulla crescita del Pil per 2008 sono risultate errate, e vengono ridimensionate con un valore del 0,6% circa.

“Dopo il buon andamento del biennio 2006-2007 - spiega il Tesoro - l’economia italiana risentirà quest’anno del significativo peggioramento del quadro macroeconomico internazionale e dell’elevata incertezza che caratterizza lo scenario globale. La stima di aumento del Pil per il 2008 è stata ridotta quindi allo 0,6%, in significativo calo rispetto alle previsioni precedenti (+1,5%), benché a partire dal 2009 si preveda un miglioramento congiunturale che porterà a una crescita annua media dell’1,5% nel triennio 2009-2011”.

E’ invece al rialzo la revisione per le stime sul deficit/Pil del 2008.
La relazione programmatica sull’economia e la finanza pubblica prevede infatti per quest’anno un disavanzo al 2,4% del Pil, rispetto al 2,2% delle ultime stime.
Nel 2009 l’indebitamento scende all’2,1%, nel 2010 all’1,7%, e nel 2011 all’1,4%. E secondo il ministro Padoa-Schioppa si tratta i stime “improntate a notevole prudenza”: “Questo fa ritenere che le sorprese in corso d’anno possano essere prevalentemente positive e che i risultati possano essere migliori del previsto”.

Il rapporto tra debito pubblico e Pil quest’anno continuerà però a scendere raggiungendo il 103% da 104% dello scorso anno. Nel 2009 si attesterà al 101,8%, mentre nel 2010 scenderà sotto la soglia del 100% (a 99,6%), fino a raggiungere il 97,1% del Pil nel 2011.
E Padoa-Schioppa si dice convinto che “risanamento dei conti pubblici realizzato dal governo Prodi è solido, destinato a durare” e che “il pareggio di bilancio per il 2011 resta un traguardo a portata di mano”.
“La lotta all’evasione, se continuata -conclude pertanto il ministro- può offrire ampie risorse per ridurre la pressione fiscale. Le economia sulla spesa pubblica sono sufficienti a percorrere il cammino che rimane verso il pareggio dei conti pubblici, che rappresenta un obiettivo non negoziabile in sede europea”.

Quanto all’ammontare del ‘tesoretto’, il Governo continua a prendere tempo e a sottolineare che un quadro completo si potrà avere solo a giugno.

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