Gli stipendi non devono essere collegati all'inflazione che crescerà ancora nel 2008 secondo Ue

La Banca Centrale Europea stima al rialzo l'inflazione per il 2008, e spiega che i salari non dovranno essere rapportati ad essa



Rispetto all'esercizio di dicembre scorso, condotto dagli esperti dell'Eurosistema, 'gli intervalli di valori previsti per l'inflazione al consumo - spiega il bollettino della BCE - evidenziano uno spostamento verso l'alto, riconducibile principalmente a ulteriori significativi rincari dell'energia e dei beni alimentari, in prosecuzione della forte tendenza al rialzo osservata negli ultimi mesi '.
E, ancora, il Consiglio direttivo della Bce 'ritiene che le prospettive di inflazione nel medio periodo siano soggette a rischi verso l'alto”.

Salari e inflazione. Un vero e proprio allarme quello lanciato, motivo per cui la Bce ribadisce un secco ‘no’ a qualsiasi revival di forme di scala mobile nell'area dell'euro, o indicizzazioni della crescita dei salari sull'andamento dell'inflazione: "innescherebbe una spirale salari-prezzi con ricadute negative sull`occupazione e sulla competitività nei paesi coinvolti", avverte la Bce nel suo ultimo bollettino mensile.
Sono mesi che i banchieri centrali di Eurolandia temono quelli che definiscono "effetti si secondo impatto" dell'inflazione, ovvero un'ondata di rialzi dei salari superiore ai progressi della produttività. Questo rischia di trasformare le attuali pressioni sull'inflazione da fattore di breve termine a fattore di lunga durata e strutturale, ed è una ipotesi che il la Bce ribadisce di voler "prevenire", indirettamente minacciando una politica monetaria ancora piú restrittiva.
La Banca centrale europea 'non può tollerare' che il balzo dei prezzi delle materie prime come il petrolio abbia ampi effetti a cascata sui prezzi e salari, perche' cio' creerebbe 'una inaccettabile spirale inflazionistica'. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet, aggiungendo che 'sui cambi, specialmente sul dollaro, ribadisco che movimenti disordinati sono indesiderabili'.

Conti pubblici. Guardando alla generale situazione dei conti pubblici di Eurolandia per quest'anno, la Bce rileva "una stasi nell'azione di risanamento", con il disavanzo di bilancio totale in lieve aumento, laddove l'attuale crisi dei mercati rende ancora piú pressante l'esigenza di disporre di bilanci in ordine. "Cedere alla tentazione di posporre gli interventi di risanamento potrebbe minare rapidamente la sostenibilità dei conti pubblici - avverte la Bce -. Inoltre si tenderebbe a ignorare il fatto che la maggior parte dei paesi ha già utilizzato parte degli introiti inattesi degli ultimi anni per aumentare la spesa o ridurre le imposte, cosí che le attuali posizioni di bilancio sono meno solide di quanto avrebbero potuto essere in presenza di politiche piú prudenti".
Invece nel 2007 "i paesi ancora sottoposti alla procedura per disavanzi eccessivi, Italia e Portogallo, hanno compiuto progressi nell'azione di risanamento", riconosce la Bce. Guardando all'Italia l'Eurotower rileva "una significativa riduzione del deficit" dal 4,4% del Pil del 2006 al 2,4% nel 2007 e con "dati recenti che segnalano che il disavanzo potrebbe risultare perfino inferiore". Ieri, appunto, la relazione trimestrale del Tesoro indicava un deficit 2007 all'1,9% del Pil.
"Questi sviluppi - recita il bollettino mensile - vanno soprattutto ricondotti al venir meno di taluni fattori che avevano accresciuto il disavanzo nel 2006, a effetti base positivi e all'andamento favorevole delle entrate". Meno positive le valutazioni della Bce sui programmi di risanamento per il futuro. "Come avvenuto nelle precedenti tornate di programmi di stabilità, i risultati effettivi potrebbero discostarsi sensibilmente da quelli previsti - prosegue il bollettino - poichè spesso vengono a mancare interventi correttivi concreti finalizzati al conseguimento degli obiettivi fiscali. Si prevede altresí che nel 2010, ultimo anno dell'orizzonte previsto, Irlanda, Grecia, Francia e Italia non avranno ancora realizzato i rispettivi obiettivi di medio termine".
E l'aggiustamento minimo, osserva la Bce, previsto per il 2008 dall'Italia 'non è sufficiente per realizzare un miglioramento del saldo di bilancio strutturale pari allo 0,5% del Pil' come prevede il Patto di stabilità 'risultando pertanto incoerente con l'accordo dell'Eurogruppo'. Nel programma, rileva ancora l'istituto centrale, 'non è previsto il raggiungimento dell'Omt di un pareggio di bilancio entro il 2010'.

Inoltre il prospettato ritorno ad una solida posizione di bilancio ‘è posto a repentaglio dal rischio che la crescita del Pil in termini reali si riveli più debole di quanto stimato'. A questo quadro complessivo delineato dalla Bce si aggiungono infine 'la mancanza di misure specifiche di riduzione della spesa'.

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