Veltroni nel nord-est roccaforte della Lega e spiega il suo programma economico ad artigiani e Pmi

Veltroni riscopre il Nord Italia, dove è in giro con il suo pullman verde a spiegare il programma del PD



Walter Veltroni sul suo pullman verde percorre le quattro città previste per oggi, Sondrio, Lecco, Lugano e Varese, promettendo un futuro di profondo cambiamento per l'Italia all'insegna di "serenità, sicurezza e speranza". Ma la parola d'ordine, e oggi non potrebbe essere più pertinente, è la "Unità del Paese", che si coniuga alla necessità di "rinnovare il senso di orgoglio e di appartenenza" e superare il "desiderio di secessione, di rottura che non appartiene alla nostra cultura", condizioni necessarie perché la politica possa governare e l'economia ripartire. 
Punto di forza del Pd "Siamo gli unici che non devono mediare il programma con nessuno, noi dobbiamo solo applicarlo" come sottolinea Veltroni, e a scanso di equivoci precisa che "vincere le elezioni per qualcuno è un fine, per noi è un mezzo" per cambiare l'Italia. E sorride al plauso di Zapatero che a margine del Consiglio Ue dei capi di stato e di governo fa sapere "Ho un'ottima opinione di Veltroni" che è "un magnifico candidato per il centrosinistra in Italia". Un apprezzamento che fa rispondere a Veltroni "Lo stimo molto, è protagonista di un profondo cambiamento della Spagna. E spero che anche il mio Paese possa conoscere un ciclo politico nuovo".

Incalzato dai responsabili regionali lombardi della Confederazione nazionale artigianato e piccole e medie imprese, Fausto Cacciatori e del Confartigianato Giorgio Merletti, il candidato premier ha affrontato il tema del fisco, partendo dal fatto che l'Italia è ferma e "deve recuperare competitività sociale" illustrando la sua ricetta: "Vogliamo dedurre da subito la pressione fiscale su salari e stipendi e per me vale il principio che non una lira recuperata all'evasione fiscale debba finire nella spesa pubblica, ma va utilizzata per la riduzione delle aliquote" e poi aggiunge: "ma va aiutata la contrattazione di secondo livello per aumentare la produttività del Paese. E non basta detassare gli straordinari". Per Veltroni l'aumento dei salari deve essere legato alla produttività.

E alle richieste di esemplificazione delle procedure burocratiche per le imprese, Veltroni ha illustrato come il programma preveda che si arrivi ad una tale snellezza da rendere possibile "aprire un'impresa in un giorno". Ma ha voluto mettere in guardia su una cosa: l'unico aspetto sul quale non si può abbassare la guardia è la sicurezza sul lavoro che sarà "l'unica certificazione richiesta". Rispetto alla classe operaia "I padroni degli anni '50 non esistono più" ha detto il leader da Lecco "ora esistono milioni di operai che sono diventati artigiani e piccoli imprenditori" e un operaio non guarda più all'imprenditorie come ad un padrone " ora non è il momento del conflitto" ha precisato, ma "della grande alleanza tra produttori di questo Paese". E non un' alleanza ma un "patto di consultazione tra chi vince e chi è all'opposizione sugli argomenti di interesse generale del Paese" è stato proposto dal leader del PD, che in caso di vittoria alle elezioni ha annunciato che "la presidenza di uno dei due rami del parlamento andrà all'opposizione, così come le commissioni di controllo saranno presiedute da esponenti dell'opposizione" ripristinando una consuetudine fatta propria dal primo governo Berlusconi e dal primo Prodi, poi lasciata cadere nelle ultime legislature.

A Sant'Antonio di Morbegno, in Valtellina, il comizio è stato aperto da Elena Del Giorgio, precaria trentenne che lavora all'Istituto universitario europeo di Fiesole per la cifra di 1.100 euro al mese, e candidata alla camera per il Pd. Le donne sono in prima linea nel programma veltroniano, che se vincerà ne porterà in Parlamento 130 "Avevamo 52 donne nel gruppo parlamentare del Pd - ha detto Veltroni - se dovessimo perdere le elezioni ne porteremmo 100". In lista le donne sono il 43 per cento, manca poco alla metà dei candidati. Da Lugano un messaggio forte per gli italiani residenti all'estero, che sono di due tipi: "Ci sono quelli dell'emigrazione storica... e la nuova generazione fatta di giovani imprenditori, giovani ricercatori, giovani talenti", per entrambi : l'Italia cambierà anche per loro. Ai primi il Pd vuole prospettare un Paese dal quale non sarà necessario andarsene per cercare lavoro, per gli altri farà in modo che possano tornare in un'Italia accogliente, aperta, in cui il loro talento venga premiato. 

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