


Governo, imprenditori e sindacati spagnoli pensano a un cambiamento nella politica di immigrazione, con una riduzione del numero dei contratti stipulati nei paesi d'origine, per evitare la crisi occupazionale.
Complessivamente, negli ultimi 4 anni hanno avuto accesso al mercato del lavoro spagnolo 1,3 milioni di immigrati, dei quali 727.821 contrattati in origine nei propri Paesi e oltre 600.000 regolarizzati con la legge di sanatoria approvata dal governo nel 2005.
Il ministro in carica dell'economia, Pedro Solbes, ha sottolineato come l'economia continui a creare impiego, ma che la popolazione attiva cresce a ritmi elevati, con l'incorporazione degli immigrati e delle donne sul mercato del lavoro che non riesce ad essere assorbita dall'offerta.
La riduzione dei flussi migratori è auspicata anche dai sindacati.