Tempi medi attesa per esami medici, visite, operazioni lunghissimi. Liste d'attesa infinite

I tempi di attesa per un banale esame medico stanno diventando davvero fantascentifici. Chi può si rivolge ai privati



Le difficoltà nell’accesso ai servizi e prestazioni mediche è in aumento di quasi l’1% e in testa alla classifica c’é la diagnostica (58%), seguita dalla specialistica (31%) e dagli interventi chirurgici (9%).

A peggiorare la situazione l’uso ormai frequente del blocco delle liste d’attesa soprattutto per le aree di diagnostica e visite specialistiche, nonostante l’esplicito divieto introdotto dalla legge nel 2006.

Registrano i tempi più lunghi di attesa nel 2007 alcune prestazioni diagnostiche, tra cui troviamo al primo posto la mammografia (540 giorni di attesa, con un aumento di 140 giorni rispetto al 2006). Peggiorano anche i dati per ecocolordoppler (420 giorni, +240), colonscopia con anestesia (300 giorni, +60), risonanza magnetica (270 giorni, +90), ecocardiogramma (240 giorni +70) e ecografia tiroidea (220 giorni, +100). Diminuiscono invece i giorni di attesa massimi per gastroscopia (180, -60) ed ecografia (150 giorni, -50).

Per una protesi al ginocchio si dovrà attendere un tempo record di 480 giorni invece. Si segnalano aumenti nei tempi di attesa rispetto al 2006 per la cataratta (240 giorni, +60) e la coronarografia (90 giorni, +55). Diminuiscono, invece, i giorni di attesa massimi per intervento alla tiroide (150 giorni, -150), estrazione di denti (90 giorni, -300), intervento di protesi d’anca (138 giorni, -42 rispetto al 2006).

Attese infinite caratterizzano le visite oculistiche (630 giorni) che segnano un aumento rispetto al 2006 di 510 giorni. Peggiorano anche i dati per visita senologica (365 giorni, +185 rispetto al 2006), visita ortopedica (300 giorni, +120), visita fisiatrica (210 giorni, +124). Diminuiscono, invece, i giorni d’attesa massimi per visita cardiologia e urologica (ciascuno 180 giorni, -30 rispetto al 2006), visita pneumologica (150 giorni, -366).

Effetto naturale di tale causa il ricorso in massa al canale privato, corsia preferenziale sebbene più cara. L’intramoenia va dunque per la maggiore per quanto riguarda le visite specialistiche (35%) piuttosto che per effettuare indagini diagnostiche (18%).

I costi? Non accessibili per tutti: per un intervento oncologico si paga dai 12.500 ai 30.000 euro, 5.000 euro per la fecondazione assistita, 400 euro per la visita specialistica alla tiroide e 300 euro per la risonanza magnetica.

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Fonte: pubblicato il