Gli italiani con conti correnti in Liechtenstein. La lista. Nomi di politici, indistriali e artisti

Un misterioso uomo anonimo minaccia di vendere una lista in cui sarebbero contenuti i nomi delle persone che avrebbero un conto corrente nelle banche del Liechtenstein



Ha preso il via l'inchiesta sui correntisti della banca Lgt di Vaduz, in Liechtenstein. Lo scandalo delle maxi-evasioni potrebbe ben presto allargarsi anche alla Svizzera. Stando a quanto riporta il quotidiano Stuttgarter Zeitung un uomo, la cui identità non è stata resa nota, ha infatti proposto di vendere alle autorità del Land del Baden-Wurtemberg (Sud Ovest) una lista contenente informazioni su oltre 30.000 conti correnti detenuti in banche elvetiche da cittadini tedeschi.

Intanto, però, la lista dei correntisti italiani in Liechtenstein continua ad allungarsi, e arriva a comprendere - oltre a Carlo Sama, ex amministratore di Montedison e ex delfino di Raul Gardini, Vito Monsignore (ex Udc, ora Pdl), al senatore ex Forza Italia Luigi Grillo e alla cantante Milva - anche diversi imprenditori e manager di gruppi farmaceutici come Maurizio Mian (Gunther Corporation), gli Aleotti del Gruppo Menarini di Firenze e la Pesenti di Bergamo.

Non solo, perché nell'elenco comparirebbero anche il senatore Mario D'Urso, gli industriali Zanussi e il presidente dell'Unione Petrolifera Pasquale De Vita. La lista trasmessa dalle autorità tedesche all'Agenzia delle Entrate, acquisita dalla Procura di Roma, è stata smembrata per competenza territoriale in dieci diverse procure. Sotto la lente della magistratura della Capitale restano circa trenta posizioni. Nonostante lo stretto riserbo degli inquirenti, trapelano anche i nomi della famiglia Amenduni, proprietaria delle acciaierie Valbruna di Vicenza ed entrata anche nella scalata di Fiorani alla Antonveneta; Michelangelo Manini, bolognese, presidente della Faac, azienda che produce allarmi e automatismi per l'apertura di cancelli; Eugenio Cremascoli, imprenditore comasco, titolare della Ngc medical, azienda che lavora nella produzione e commercializzazione di attrezzature medico-chirurgiche.

Nella lista ci sono anche Marco Piccinini, romano di origine e monegasco di adozione, con una lunga militanza con la scuderia Ferrari, in Formula Uno; l'avvocato Tommaso Addario, condirettore dell'Italcasse negli anni '80; Pietro Arvedi D'Emilei, conte veneto, titolare dell'omonima azienda agricola e presidente della squadra di calcio Hellas Verona; Raffaele Santoro, ex presidente di Agip già coinvolto nell'inchiesta Mani Pulite.

E proprio uno dei protagonisti dell'epopea di Mani Pulite, l'ex pm Antonio di Pietro, oggi leader dell'Italia dei Valori, torna a chiedere a quei candidati in corsa per le elezioni del prossimo 13 aprile che avessero "conti in sospeso" con il Liechtenstein di fare un passo indietro: "Chi ha aperto conti correnti in Liechtenstein con il chiaro intento di frodare il fisco e lo Stato italiano, deve ritirare la propria candidatura", sostiene infatti il ministro delle Infrastrutture che, a margine della conferenza dei servizi sulla Milano-Verona, ha affrontato l'argomento a nome del suo movimento politico. "E' indecente e immorale" oltre che "un grave reato" che "gli evasori fiscali entrino in Parlamento".

Sono ancora generiche, invece, le informazioni sulla consistenza dei conti riferiti ai nominativi fin qui trapelati, che andrebbero da un milione di euro per il presidente dell'Unione Petrolifera, Pasquale De Vita, agli oltre 200 milioni della famiglia Zanussi. E ci sarebbe anche un conto da cinque milioni e mezzo di euro intestato ad un "Partito italiani nel mondo".

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Fonte: pubblicato il