Taglio tassi interessi Stati Uniti dello 0,75% della Fed: la ragione principale

I tagli della Fed sembrano non aiutare le borse europee. Bisognerà aspettare...



Una misura, quella della Fed, attesa sui mercati dei cambi, che aspettavano una riduzione del tasso di sconto come conditio sine qua non per fermare la debolezza del dollaro sull'euro la cui quotazione è arrivata a superare la soglia di 1,58 centesimi.

Una decisione quella presa dal comitato monetario della Fed presieduta da Ben Bernake che dovrebbe ridare fiducia agli investitori.

"Una rondine non fa primavera, dice quest'analista, perchè ci vorranno alcuni giorni per riaggiustare i corsi. L'importante é che il peggio sia ormai dietro le spalle "

Le borse europee, infatti, non sembrano trarre particolare giovamento dal taglio dei tassi da parte della FED, che ha tagliato il tasso sui Fed Funds dello 0,75% (portandolo dal 3% al 2,25%)oltre che portare il tasso di sconto dal 3,25% al 2,50%.

Va detto che però questo taglio dei tassi va interpretato con una logica particolare: non un taglio indirizzato a favorire gli investimenti e l'espansione economica, quanto piuttosto, forse, a tutelare la liquidità del sistema finanziario, favorendo le banche e gli altri istituti finanziari che necessitano di prestiti (necessità peraltro normale nell'operatività di questi operatori), appunto attraverso i minori interessi, ed evitare una contrazione del credito che potrebbe innescare un circolo vizioso negativo.

Gli effetti per il momento sono limitati sia a Wall St sia sui mercati dei cambi.

Come dire che gli operatori non credono piu' di tanto alla misure decise a Washington

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