Dalai Lama-Cina: il leader buddista invoca la pace e chiede un incontro faccia a faccia

Il leader spirituale invita alla pace e chiede un incontro per raggiungere una soluzione di comune beneficio



Tenzin Taklha, un collaboratore del Dalai Lama, ha sottolineato che "entrambe le parti devono comprendere che dobbiamo vivere fianco a fianco. Sua Santità è impegnata al dialogo con i cinesi, vogliamo ritrovarci faccia a faccia e parlare". "I cinesi - ha avvertito Taklah - non risolveranno mai la questione tibetana inviando truppe. L'unico modo è avviare un dialogo e raggiungere una soluzione che sia di comune beneficio".

La linea del Dalai Lama è stata comunicata anche quei leader più intransigenti della comunità tibetana in esilio a Daharamshala - nel corso di un incontro tenutosi dopo che il leader spirituale aveva avvertito sull'ipotesi di sue dimissioni -, spiegando "loro i suoi sentimenti e il fatto che potrebbero essere giunto il momento di guardare al lungo termine".

All'incontro hanno preso parto il leader del Congresso dei giovani tibetani, Tsewang Rigzin, e di altri gruppi di pressione che, al contrario del Dalai Lama, chiedono il boicottaggio delle Olimpiadi e un'escalation della rivolta contro Pechino per arrivare all'indipendenza.

Intanto i 42 membri del parlamento tibetano in esilio hanno partecipato ad un giorno di sciopero della fame in segno di solidarietà con i manifestanti in Tibet, molti dei quali si teme possano essere rimasti uccisi negli scontri con le forze dell'ordine cinesi.

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