Pensione media in Italia: il valore medio è differente in modo sostanziale tra le varie regioni

Situazione delle pensioni in Italia da uno studio dell'Associazione Artigiani e Piccole Imprese



Da una ricerca dell'ufficio studi dell'Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre (Cgia), emerge che la differenza di spesa pensionistica tra nord e sud è evidente, e evidenzia come solo in Lombardia si abbia una copertura totale, con un piccolo surplus, della spesa pensionistica, mentre in Puglia e Sicilia si arriva solo al 54,9% e la Calabria - fanalino di coda di questa particolare classifica - si ferma al 51,1%.
Complessivamente, nota la Cgia, a fronte degli oltre 238 miliardi di euro di spesa, il gettito contributivo è stato pari a 184,6 mld. In pratica il deficit, nel 2005, è stato di quasi 53,5 miliardi di euro.

"Il divario esistente tra le regioni del Nord e quelle del Sud sono dovute - commenta il segretario Cgia Giuseppe Bortolussi - principalmente a due fattori. Il primo, è da ricercare nello scarso flusso contributivo presente al Sud dovuto alla fortissima presenza di lavoro nero. Il secondo, invece, va registrato nell'eccesso delle prestazioni assistenziali presenti nel Mezzogiorno".
Così mentre il 75% delle pensioni di anzianità sono concentrate nel Centro-Nord, le prestazioni assistenziali sono prevalentemente concentrate al Sud.
"Appare evidente - conclude Bortolussi - che tra le tante proposte avanzate da molti esperti in materia previdenziale bisogna attivarsi per una seria lotta all'evasione contributiva ed effettuare un monitoraggio attento e puntuale sulle misure di sostegno al reddito altrimenti il sistema rischia di non essere più gestibile economicamente".

L'analisi della Cgia di Mestre ha preso in considerazione anche l'incidenza del numero di pensioni sugli occupati per ogni provincia. E' emerso che ci sono due province che presentano un numero di pensioni erogate superiore al numero di occupati che versano i contributi: Benevento (102,5 pensioni ogni 100 occupati) e Lecce (101,5 ogni 100 lavoratori). A Terni situazione di "parità": il numero di pensioni è pari al numero di occupati.

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