Rete Wifi Google utilizzando le frequenze tv libere: wireless velocissimo rispetto all'attuale

Google promette connessione da Gigabit al secondo senza fili. Non resta che aspettare la decisione della Federal Communications Commission



In una lettera inviata alla Federal Communications Commission, il colosso di Mountain View dichiara il proprio interesse circa le frequenze televisive non utilizzate e aspira ad allargare il proprio territorio di dominio, complice anche il fallimento della gara per le frequenze a 700 MHz. Ma questa mossa non piace proprio a tutti.

Sotto la lente c'è il cosiddetto white space (canali bianchi), cioè quelle frequenze inutilizzate dello spettro che separano due diversi utilizzi come la televisione e i microfoni, per esempio. In questo momento, solo il 5 per cento del white space è utilizzato: uno spreco, secondo Richard Whitt, avvocato di Google. L'obiettivo dell'azienda di Mountain View – e con essa anche di Microsoft – è di sfruttare commercialmente proprio quella banda per una connessione internet a banda larga e senza fili, ideale per le connessioni di apparecchi in mobilità.

Per Google la banda wireless si traduce in una duplice opportunità: da un lato la diffusione del web significa un aumento di pubblicità e di guadagni, ma dall'altro l'incremento di connessione mobile è essenziale per la diffusione di cellulari che prossimamente saranno dotati del sistema operativo Android, promosso proprio dai laboratori di Mountain View.

Già da alcuni mesi si effettuano test per garantire la pulizia del segnale, evitando così ogni possibilità di interferenza; inoltre, è stata fondata la White Spaces Coalition, un gruppo composto da otto potenze tecnologiche che vogliono una fetta di questa grossa torta: Microsoft, Google, Dell, HP, Intel, Philips, Earthlink e Samsung. Ora però la grande G rilancia e parla di WiFi 2.0, una rete in grado di trasportare alcuni gigabit per secondo. Se non verranno trovati difetti di interferenza con gli altri segnali, il progetto di Google potrebbe iniziare dal prossimo anno.

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