Motorola si divide in due società: è l'unica via per salvarsi dal fallimento?

Dopo mille peripezie, Motorola effettua lo scorporo: una parte della società continuerà ad occuparsi della telefonia cellulare, la parte restante delle tecnologie radiofoniche



L'amministratore delegato Motorola Greg Brow ha annunciato ieri il divorzio dei due più importanti settori di business: uno solo per cellulari e un altro per il resto dei suoi servizi e prodotti, che comprende modem, decoder televisivi, tecnologie radiofoniche. Le due parti saranno separatamente quotate in borsa e l'operazione, da concludersi nel 2009, dovrebbe aiutare a stabilizzare la parte pericolante della società.

Lo pensa Greg Brown, che giustifica la decisione aspettandosi maggiore flessibilità e gestione più agevole e veloce di un settore sempre in fase di metamorfosi che necessita, per sopravvivere, di elasticità e sveltezza. E che, fra le altre, cose vede una lotta all'ultimo sangue fra giganti come Nokia (sempre al primo posto), Samsung (seconda in classifica) e Sony Ericsson. Quest'ultima in particolare insidia pericolosamente il terzo posto di Motorola.

La discesa è iniziata nel 2007, quando l'azienda non è riuscita a rimanere all'altezza del successo e della gloria raggiunte dal modaiolo Razr ed è stata surclassata dai rivali, perdendo il secondo posto mondiale. Sono seguite cadute in borsa, cambi dei vertici – da Ed Zander a Brown – licenziamenti e perfino il ritiro dai mercati in via di sviluppo, con la perdita di più di 7 mila posti di lavoro. E un passivo aziendale di 1,2 miliardi di dollari dovuto alla perdita di ben 49 milioni di dollari.

Carl Icahn, investitore e azionista di Motorola, che ha da sempre lottato per lo scorporo, l'ha avuta insomma vinta, ma solo in parte. Perché per ora nulla viene venduto, piuttosto si guarda a possibili joint venture.

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