Francia-Inghilterra: Sarkozy incontra Brown. Alleanze possibili su nucleare e difesa militare

Francia-Inghilterra: Sarkozy incontra Brown. Alleanze possibili su nucleare e difesa militare



La guerra in Iraq raffredderà presto lo slancio collaborativo di Tony Blair e Jacques Chirac.

Gli unici due paesi dell'Unione Europea a possedere la bomba atomica e un seggio permanente nel consiglio di sicurezza dell'Onu sono imprescindibili per qualsiasi progetto di difesa europea.

Atlantisti prima di tutto, i britannici temono che la capacità di difesa europea, incoraggiata dal trattato di Lisbona, si costruisca a spese della Nato.

Sarkozy propone la reintegrazione della Francia all'interno della struttura militare intergrata dell'alleanza che Parigi aveva abbandonato nel 66, ma allo stesso tempo chiede per gli ufficiali francesi posti di comando.

Per l'euro deputato tedesco Jo Leinen, Nato e difesa europea non sono in conflitto: "Penso che vivremo con i due pilastri, la Nato per le questioni piu' grandi nel mondo, la difesa europea per tutto quello che succede nei Paesi a noi vicini, nell' Europa dell'est e nei Balcani, intorno al Mediterraneo".

Intanto c'è attesa su un possibile accordo franco-britannico sul nucleare civile. Da 30 anni la Francia punta su questa tecnologia, capace di generare l'80% dell'energia del Paese contro il 20% del Regno Unito, dotato di centrali troppo vecchie. Sarkozy vorrebbe riuscire a vendere agli inglesi il nuovo reattore di terza generazione, l'EPR, già acquistato dalla Finlandia.

Una questione, quella del nucleare, su cui i tedeschi non si riconoscono. Jo Leinen: "E' una scelta, noi ne abbiamo fatta un'altra. Le compagnia tedesche di energia solare e eolica sono le piu' importanti del mondo, siamo campioni in questo mercato e pensiamo di aver scelto il meglio, ma non esiste una competizione sulle politiche energetiche e fino a quando riusciremo a non intralciarci a vicenda, penso che il modello possa funzionare anche nell'Unione Europea".

La locomotiva franco-tedesca non e' rimpiazzabile, ma potrebbe non essere più sufficiente a trainare l'Unione Europea. Intanto i britannici hanno lanciato un segnale ai loro vicini d'oltre Manica: il capolinea dell'Eurostar Parigi-Londra non e' più l'odiata Waterloo, ma Saint Pancras.

Blair e Brown (e tutto il New Labour) hanno rinnovato profondamente in senso liberale la sinistra britannica, assicurando al Regno Unito una lunga stagione di riforme; Sarkozy sta compiendo un'operazione analoga con la destra francese e col Paese, sfidando tabù e consuetudini.

L'inquilino dell'Eliseo è talora politicamente scorretto; ma è in ciò la leva per emanciparsi dalla cappa corporativa che ostacola l'innovazione. E oggi si presenta al cospetto di sua maestà Elisabetta II forte del coraggio dimostrato nei confronti di Pechino. Così Londra e Parigi propongono lo stesso linguaggio: il faro della politica internazionale deve essere la difesa e la promozione della democrazia e della libertà ovunque nel mondo.

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