Grande coalizione tra Pd e Pdl per salvare l'Italia secondo il Newsweek

Newsweek negli eventi delle ultime settimane rileva degli elementi di novità 'da cui si intravede una vera speranza per il futuro'.



Il numero del 7 aprile dell'edizione europea di Newsweek si dedica all'Italia e alle sue elezioni, che la rivista americana avvicina alla crisi della mozzarella, "così sintomatica delle cose che vanno male in Italia che è diventata un tema della campagna politica".

La più grande paura di entrambi i candidati, scrivono Barbie Nadeau, Jacopo Barigazzi e Christopher Dickey, è di ritrovarsi a presiedere un altro governo azzoppato dai litigi dei partiti e da una coalizione ballerina.

E serve altro "per salvare l'Italia da una montagna di disgrazie economiche e politiche". Segue elenco: l'economia è piatta, quasi in recessione. L'Italia non ha crescita praticamente da dieci anni. Il debito pubblico (ogni donna, uomo e bambino paga ogni anno 1.200 euro solo di interessi). Ed è probabile che la situazione peggiori.
Proprio per questo, scrive NewsWeek, solo pochi mesi fa Veltroni e Berlusconi erano pronti a fare una legge elettorale che avrebbe tolto potere ai partitini; ma il crollo della coalizione "opaca" guidata da Romano Prodi glielo ha impedito.

E però, Newsweek negli eventi delle ultime settimane rileva degli elementi di novità "da cui si intravede una vera speranza per il futuro".
Ecco di che si tratta: hanno sfrondato i partitini e "per la prima volta nella storia moderna italiana, l'elezione presenta l'immagine di un vero scontro fra due partiti. Se i candidati vogliono seriamente risolvere i problemi dell'Italia, lasceranno la porta spalancata alla possibilità di una "grande coalizione", anche se nessuno dei due è disposto a dirlo apertamente in pubblico".

Il settimanale ammette che le due personalità non si miscelano bene.
Se grande coalizione fosse, si dice che dovrebbe funzionare solo per una riforma elettorale.
Ma secondo Newsweek sarebbe la ricetta giusta "per l'agenda basilare per l'Italia" perché "molte delle cose necessarie saranno dolorose", "un governo debole non può farcela e i due politici leader dell'Italia potrebbero decidere" che è meglio condividere la responsabilità.
Soprattutto per la riforma del lavoro e delle pensioni. Ma anche per quella della pubblica amministrazione; o per l'arduo compito di tagliare gli stipendi e i bonus della "casta" politica.

Le tasse? Tutti e due vogliono tagliarle, soprattutto l'iva per incoraggiare il turismo. E le grandi opere pubbliche? Berlusconi vuole riavviare quelle cancellate da Prodi. E Veltroni è d'accordo.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il