Studi di settore 2007-2008 per imprese con piùp unti vendita e con più attività.Semplificazione.

Un alleggerimento degli adempimenti contabili introdotto dal decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze dell'11 febbraio scorso in favore degli imprenditori che svolgono attività di impresa in più punti di produzione e di vendita o c



Un alleggerimento degli adempimenti contabili introdotto dal decreto del ministero dell'Economia e delle Finanze dell'11 febbraio scorso in favore degli imprenditori che svolgono attività di impresa in più punti di produzione e di vendita (cosiddette "imprese multipunto") o che esercitano due o più attività di impresa non rientranti nello stesso studio di settore (cosiddette "imprese multiattività").

In particolare, la circolare fornisce chiarimenti sull'individuazione dell'attività prevalente, ribadendo l'impossibilità di applicare gli studi alle attività non prevalenti attraverso il software Gerico AS, che risulta quindi abolito. Infatti, l'applicazione degli studi nei confronti dei contribuenti esercenti più attività d'impresa si basa soltanto sul criterio della prevalenza.

Le Entrate precisano che rientra nella definizione di attività prevalente quel complesso di attività considerate dallo stesso studio di settore. Di conseguenza, i contribuenti che svolgono più attività devono valutare in via preliminare se due o più di queste sono comprese nello stesso studio. In questo caso, per determinare l'attività prevalente occorre sommare i ricavi provenienti dalle attività riconducibili nel campo di applicazione dello stesso studio, anche se queste hanno codici identificativi diversi. L'attività prevalente, a cui si applicano gli studi, sarà solo quella da cui derivano i ricavi maggiori nel periodo d'imposta considerato.
In base a questo principio i risultati degli studi possono essere usati direttamente in sede di accertamento solo se i ricavi delle attività non prevalenti non superano il trenta per cento dei ricavi totali.
Da questo punto di vista gli uffici dell'Amministrazione finanziaria sono chiamati al rispetto del principio di ragionevolezza, secondo il quale "le stime basate sugli studi sono utilizzabili solo in quanto da esse sia fondatamente desumibile l'ammontare dei ricavi, compensi e corrispettivi effettivamente conseguiti". Infatti, a fronte dell'esercizio di due o più attività imprenditoriali, la stima dei ricavi presunti derivante dallo studio di settore dell'attività prevalente potrebbe non inquadrare esattamente la situazione effettiva del contribuente. Un'eventualità che potrebbe verificarsi specialmente quando i ricavi delle attività non prevalenti si avvicinano alla soglia limite del trenta per cento.

L'abolizione della causa di inapplicabilità degli studi riguarda anche le imprese "multipunto", caratterizzate da più punti di produzione e di vendita in locali non contigui a quelli in cui si svolge l'attività produttiva.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il