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Tedoforo indiano giocatore di calcio non porterà la fiaccola olimpica 2008 contro la Cina per Tibet

Il capitano della squadra nazionale di calcio indiana, Baichung Bhutia, ha infatti annunciato che non si presterà come tedoforo per le olimpiadi cinesi.



Il capitano della squadra nazionale di calcio indiana, Baichung Bhutia, ha infatti annunciato che non si presterà come tedoforo per le olimpiadi cinesi.

Una decisione che segue l'appello di alcuni monaci esuli tibetani che ieri hanno manifestato a New Dehli contro la repressione cinese in Tibet, invitando i tedofori a rifiutarsi di portare la torcia. "Questo è il mio modo di stare accanto al popolo del Tibet e alla loro lotta" - ha dichiarato l'altleta indiano al Times of India - "Odio la violenza in ogni forma".

Bhutia, originario del Sikkim, una regione incuneata tra Cina e Nepal dove vive una forte minoranza buddista, non è stato pressato da nessuno in tal senso, ma ha preso una decisione "assolutamente personale" per "dimostrare solidarietà" al popolo tibetano che sta subendo una forte ingiustizia. Prescelto insieme ad altri per portare la torcia che arriverà in India il 17 aprile, Bhutia non è solo il capitano della squadra nazionale, ma il simbolo per il suo Paese della passione per il calcio, essendo riuscito a fare attecchire questo sport in una realtà in cui il cricket di britannica memoria la fa da padrone indiscusso. E per questa sua capacità, il 31enne Baichung è stato insignito della terza carica onorifica più importante dell'India . Il suo gesto a fianco della lotta tibetana non passerà inosservato.

La fiaccola ha comunque iniziato il suo percorso che l'ha vista ieri giungere nella capitale cinese dalla Grecia per poi ripartire in giornata a bordo di un aereo della Air China alla volta della prima tappa, Almaty, in Kazakhstan. L'ex Repubblica sovietica ha accolto il smbolo olimpico con tutti i crismi, con tanto di rituale solenne e in pompa magna, guastato però dal dispiegamento eccezionale di forze dell'ordine organizzato per sedare eventuali contestazioni sulla scia di quelle che si sono avute ad Olimpia e ad Atene nei giorni scorsi contro la repressione in Tibet.

Ma nella città centro-asiatica oggi non si è visto nemmeno un contestatore. Ad ogni buon conto domani le unità di polizia in tenuta anti-sommossa pattuglieranno incessantemente la città bloccando quasi del tutto il traffico veicolare.

Poi la torcia ripartirà per l'Europa dove toccherà Istanbul, Pietroburgo, Londra e Parigi; l'Italia non verrà investita dal fuoco olimpico, malgrado i Giochi invernali di Torino del 2006. La staffetta dei tedofori prevede il passaggio, tra le altre città, a S. Francisco e Buenos Aires prima di ritornare in Cina il 4 maggio prossimo.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il