Città in Italia dove la vita costa di più e i prezzi sono i più alti: è Torino

A Torino un boom di iniziative per contenere l'inflazione dopo la scoperta che la città è la più cara d'Italia



Torino, scopertasi città più cara d'Italia, si mobilita, e fioccano le iniziative per contenere l'inflazione. L'ultima a livello cronologico è ancora in fase embrionale. Come anticipato oggi dal quotidiano La Repubblica l'assessore comunale al Commercio Alessandro Altamura sta incontrando le varie associazioni di categoria cittadine per cercare di venire incontro ai consumatori, sempre più in difficoltà. L'idea è quella di fissare dei prezzi politici per alcuni prodotti e negli esercizi che aderiranno all'iniziativa, ogni ultima settimana del mese. Si dovrebbe cominciare da carne e pane.

L'assessore, che non vuole rilasciare precise dichiarazioni in merito, precisa: "E' da gennaio che in città sono partite verifiche in questo senso. Attualmente c'è un lavoro di confronto con le associazioni di categoria sugli interventi possibili".

In effetti non è la prima volta che in Piemonte si cercano strade per rallentare la corsa dei prezzi. La catena Crai, ad esempio, già pratica uno scontro del 3% ogni fine del mese su alcune fasce di prodotti. Ma le associazioni dei consumatori non sono soddisfatte. "E' vero: da circa un anno Torino è tra le città più care d'Italia e non si riesce a capire il perché - protesta Giovanni de' Giudici di Federconsumatori -; mi viene da pensare che sia colpa dei commercianti che, con la scusa del petrolio, fanno i furbi e aumentano i prezzi in modo ingiustificato". E aggiunge: "Quest'ultima iniziativa del Comune, poi, ci lascia sconcertati: ci offende che l'assessore discuta solo con le associazioni di categoria senza chiamare i consumatori. Noi siamo un'importante realtà territoriale che deve essere consultata per questioni serie come questa".

Simile anche il commento di Movimento Difesa del Cittadino: "E' ottima la proposta annunciata dal Comune in favore delle fasce più deboli - dice l'avv. Simona Lonterni, responsabile della sede di Torino, che sta preparando un progetto di monitoraggio dei prezzi con un proprio paniere di prodotti - ci sorprende però il fatto che al tavolo dei lavori non siano state convocate anche le associazioni dei consumatori, che in proposito avrebbero molto da dire".

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Fonte: pubblicato il