Artigiani: 11.000 imprese in più tra giugno e luglio

Crescono all’ombra del mattone le imprese artigiane italiane. Chiude in attivo (+11.149 imprese) il bilancio del comparto artigiano nel trimestre aprile-giugno.



Crescono all’ombra del mattone le imprese artigiane italiane. Chiude in attivo (+11.149 imprese) il bilancio del comparto artigiano nel trimestre aprile-giugno.

Alle 37.780 iscrizioni avvenute negli ultimi tre mesi hanno fatto eco le 26.901 cessazioni di imprese rilevate nello stesso periodo all’anagrafe delle Camere di commercio, con il risultato di una crescita trimestrale dell’aggregato pari allo 0,77%. Alla fine di giugno, pertanto, ammontano a 1.465.406 le imprese artigiane esistenti in Italia.

I dati sono stati diffusi oggi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione periodica condotta sul Registro delle Imprese da InfoCamere – la società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane (il rapporto sarà disponibile dalla prossima settimana all’indirizzo www.infocamere.it).

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il saldo evidenzia una diminuzione delle iscrizioni, passate da 40.260 a 38.050 unità, ed un parallelo aumento delle cancellazioni, salite da 25.465 a 26.901 unità, il dato più negativo nella serie degli ultimi cinque anni.

A determinare l’andamento del comparto è praticamente da solo il settore delle costruzioni edili, cresciute nel trimestre di 9.868 unità (l’1,9% rispetto a marzo).

Sostanzialmente fermi tutti gli altri settori principali: saldi lievemente positivi nell’industria manifatturiera (440 imprese in più, pari ad una crescita nel trimestre dello 0,1%), nei servizi pubblici, sociali e personali (+418 imprese), nelle attività immobiliari (+410) e nei trasporti (+367).

Bilancio in passivo, invece, per il commercio (-607 imprese, pari allo 0,48% in meno rispetto a marzo) e per gli alberghi e ristoranti (-125 unità artigiane nei tre mesi).

Continua la forte dinamica delle imprese artigiane di capitali che, nel trimestre da poco concluso, sono aumentate del 6,08% con un contributo significativo al saldo di fine trimestre (+1.439 unità, il 13,4% dell’intero saldo).

A livello territoriale, in termini assoluti è stato il Nord-Ovest a dare il contributo maggiore al saldo del trimestre (4130 imprese in più, il 37% dell’incremento totale nel periodo). In termini relativi, la crescita più marcata si registra invece nel Nord-Est, che mette a segno un tasso di crescita dell’1,06% rispetto al trimestre precedente.

Le regioni più prolifiche sono state Piemonte (2.072 imprese in più in tre mesi), Veneto (1.857) e Toscana (1.618). Insieme le tre regioni hanno determinato il 49,8% dell’intero saldo trimestrale; segno meno soltanto per la Basilicata (0,88% la riduzione in tre mesi).

Guardando alla struttura del comparto artigiano, in nove province – tutte appartenenti a regioni settentrionali - il suo peso rappresenta un terzo o più del totale delle imprese esistenti. La classifica dell’artigianato vede in testa Reggio Emilia dove il 37,6% delle aziende è costituito da artigiani; seguono Bergamo (37,2%), Como (35,9%), Lecco (35,7%), Verbania (35,4%), Prato (33,8%), Novara e Belluno (33,5%), e Lodi (33,4%).

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il