Cina-Nuova Zelanda: nuovo accordi commerciali ed economici

Firmato un accordo tra la Cina e la Nuova Zelanda che permetterà al piccolo paese agricolo di confrontarsi e collaborare con una delle economie in più rapida crescita nel mondo



Firmato un accordo tra la Cina e la Nuova Zelanda che permetterà al piccolo paese agricolo di confrontarsi e collaborare con una delle economie in più rapida crescita nel mondo. La firma è stata apposta dai due ministri del commercio, Phil Goff e Chen Deming, e consentirà di abbattere le tariffe sui prodotti neozalandesi, oltre a coprire il settore dei servizi, dall'istruzione e il movimento di manodopera qualificata, ai servizi bancari e assicurativi.

Il commercio fra i due paesi risulta essere attorno a 2,4 miliardi di euro l'anno, l'80% del quale è costituito da esportazioni cinesi in Nuova Zelanda. L'export neozelandese verso la Cina deve superare finora barriere tariffarie fra il 10 e il 20%, ma in base al nuovo accordo il 31% delle esportazioni stesse sarà libero da tariffe entro il 2013.

La Cina contribuisce, poi, allo sviluppo neozelandese mandando più giovani a studiare in Nuova Zelanda che in qualsiasi altro paese, ed incrementandone il turismo.

Il "celeste impero" sta per diventare la seconda economia del pianeta oltrepassando il Giappone, subito dopo gli Stati Uniti. Il Pil nominale di Pechino ha appena il 10% di possibilità di fare meglio di Tokyo nel 2008, mentre sia per il 2009 che per il 2010 si ipotizza il sorpasso di più del 40%. I dati giungono da uno studio della Shinko Securities, controllata da Mizuho Financial, ed assegnano il terzo posto alla Cina a scapito della Germania.

Pechino ha, infatti, già superato negli anni scorsi gli altri Paesi che fanno parte del G7 e, nell'ordine, Canada, Italia, Francia e Regno Unito.Il rapporto ipotizza un' economia cinese con una crescita lorda del 17% e un rapporto di cambio dollaro/yuan a quota 6,3, che farebbe schizzare il Pil cinese a 4.580 miliardi di dollari. Un valore migliore dei 4.530 miliardi del Giappone, frutto di un'economia in crescita dell'1% nel 2008 e di uno yen stabile a quota 115 sul dollaro.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
Fonte: pubblicato il