Kosovo la disocuccupazione è al 70% e non esiste una economia. Che cosa fare?

Situazione molto difficile per il Kosov. Dopo l'indipendenza deve fare i conti con un'economia inesistente



"Il Kosovo non diventerà mai un membro della comunità internazionale e in questo modo non apparterrà mai alla comunità internazionale delle nazioni sovrane". Il capo della diplomazia serba, Vuk Jeremic, ha quindi ribadito così che la prospettiva politico-internazionale di Pristina non è affatto rosea. Insomma, Belgrado e Mosca continueranno a sbarrare la strada al Kosovo disegnato da Usa e Ue. Paesi che sul progetto Kosovo mostrano un certo nervosismo. Preoccupa soprattutto il cammino dei riconoscimenti che, rispetto alle previsioni, procede molto a rilento: per ora il neo proclamato stato è stato esiste solo per una trentina di Paesi e molte nazioni hanno ripetuto con forza che lo non riconosceranno mai. Tuttavia, più che perdersi in faticose ed estenuanti azioni di lobbying, Washington e Bruxelles dovrebbero spendere le loro energie e le loro risorse per migliorare la vita del Kosovo indipendente.

Entrate da traffici vari: circa 80%.  Aiuti internazionali: poco meno del 20%. Guardando le stime dei militari della Kfor (la missione Nato di peacekeeping stanziata in Kosovo), si capisce che le entrate di Pristina sono tutt'altro che trasparenti. Sul Pil di un'economia praticamente ferma al palo, pesano soprattutto le attività illecite. Stando alle stime dell'Interpol, da qui ad esempio passa l'80% del traffico di eroina del vecchio continente. Si parla di volume d'affari totale pari a un miliardo di dollari e di un flusso mensile compreso tra le 4 e le 6 tonnellate di droga. E, stando sempre all'Interpol, una buona fetta dei proventi rientra poi in Kosovo, finendo anche nelle casse dei principali partiti.

Per completare il quadro poi, bisogna ricordare che a Pristina in questi anni sono arrivati oltre due miliardi e mezzo di aiuti; aiuti garantiti in buona parte dall'Unione europea. Malgrado tutto però, Bruxelles ci crede e al Kosovo indipendente ha promesso, euro più euro meno, un sussidio di un miliardo di euro.

Pristina all'interno della Jugoslavia socialista dipendeva in gran parte degli aiuti provenienti dalle altre repubbliche in nome della "Fratellanza e dell'Unità". Oggi la "Fratellanza e l'Unità" non ci sono più, ma gli aiuti continuano ad essere una stampella imprescindibile. Per capirlo è sufficiente scorrere altri dati: secondo la Banca mondiale, il 40% della popolazione vive con meno di due dollari al giorno; con circa 1.500 dollari a testa, il Kosovo ha il Pil più basso d'Europa; la disoccupazione è stimata al 50%, ma c'è chi parla anche del 70%.

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