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Video Berlusconi a Porta a Porta prima elezioni: sono un santo, Di Pietro non è laureato. Show

Il leader del Pdl fa di tutto per ottenere visibilità nell'ultimo giorno prima del silenzio antecedente il voto




Nel penultimo giorno prima dell'obbligato silenzio elettorale, il leader del Popolo della Libertà ha fatto l'impossibile per avere il massimo della visibilità.

In un'intervista a "La Stampa", chiarisce dapprima che «per governare davvero» gli servono «almeno due decine di senatori» ed annuncia che per il fidato Gianni Letta ha previsto un posto da ministro. Pochi minuti dopo è negli studi di "Otto e mezzo". Ai microfoni di "La7" precisa il suo pensiero sul Quirinale, augurando un «meraviglioso settennato" a Giorgio Napolitano, ma confermando anche che in caso di vittoria il centrodestra non «darà il Senato alla sinistra perchè delle tre cariche principali ha quella più importante: il Quirinale». I sondaggi, che non può più rivelare, gli danno fiducia: «Abbiamo 3 milioni di voti in più al Senato» che equivalgono a «20, 30 senatori» di margine e quindi l'ipotesi di un pareggio è semplicemente «irrealistica».

Nel ribadire di ritenere utile un test psico-attitudinale per i giudici, sottolinea di avere «piena fiducia» nei magistrati anche se, precisa, «ne ho incontrati alcuni che non avevano nessun equilibrio». Quanto al conflitto di interessi, è opinione del Cavaliere che «interessi solo il 2-3% degli italiani» e che comunque, con l'avvento del digitale, nel 2011, non rappresenterà più un problema. Poi, poco prima di rientrare a casa, si dice sicuro che anche al Senato non ci sarà una maggioranza esigua, pur confermando di ritenere indispensabile una «vasta, vasta, vasta maggioranza per fare le cose necessarie». Una pausa di qualche ora ed è di nuovo in uno studio televisivo.

Questa volta a "Porta a Porta". Attacca Veltroni («Ieri ha stabilito il record di bugie: ne ha dette ben 43, un primato assoluto») e si augura che il caldo non peggiori l'emergenza rifiuti in Campania. Battibecca con Bruno Vespa, ammonendolo fra il serio e il faceto: «Sarò il primo ministro, lei stia bene attento al suo posto...» Pur escludendo «inciuci» o «grandi coalizioni», l'ex premier si dice pronto a riformare «l'architettura istituzionale assieme» alla sinistra. Dopo aver detto di voler essere ricordato per il «piano casa», spiega anche di non aver rinnovato il contratto con gli italiani, come aveva annunciato lui stesso proprio a 'Porta a Portà qualche settimana prima, perchè «Vespa non me lo ha chiesto» (anche se il conduttore sostiene che è stato il Cavaliere a non volerlo per non essere «ripetitivo»). 

Da via Teulada, Berlusconi va direttamente al palco allestito sotto l'arco di Costantino, alle spalle del Colosseo. È l'ultimo comizio di questa campagna elettorale, visto che a Udine andrà Giulio Tremonti per consentire al Cavaliere di concentrarsi sulla partecipazione serale a Matrix. Dopo aver rilanciato la versione edulcorata del «vinceremo perchè gli italiani non sono c...» detto nel 2006, convertendola in un più toscano «non saranno così grulli», l'ex premier annuncia di voler adeguare le pensioni minime al costo della vita sin dal primo Cdm. 

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