Falsi invalidi: indagate 102 persone tra cui una famiglia di 20 falsi invalidi

Un'intera famiglia, composta da venti persone, beneficiava di pensioni di invalidità senza averne diritto.



Un'intera famiglia, composta da venti persone, beneficiava di pensioni di invalidità senza averne diritto.

E' il caso più eclatante tra quelli venuti alla luce da un'indagine della procura della Repubblica di Napoli, che ha svelato una serie di frodi ai danni dell'Inps finalizzate a ottenere il riconoscimento di pensioni di invalidità civile e di indennità di accompagnamento a persone in realtà non invalide o mai riconosciute tali. D

urante le indagini preliminari - informa in una nota il procuratore Giovandomenico Lepore - sono state indagate 102 persone e contestati 318 reati - per truffa, falso e corruzione - relativi a 82 pensioni di invalidità, per un valore totale di 3,7 milioni di euro.

Paradossale la frode condotta da famiglia allargata, composta da circa 20 persone: marito, moglie, i loro tre figli, le due nuore, il genero, due zie del capofamiglia, la madre di quest'ultimo, la cognata, i due consuoceri, quattro cugini, due cognate del figlio e la cognata della figlia.

Tutti beneficiavano di indennizi ottenuti indebitamente. All'inchiesta, coordinata dai pm D'Avino e Fragliasso e condotta dalla squadra mobile della questura di Napoli, hanno collaborato gli uffici Inps di Arzano, Pozzuoli e Napoli.

I fatti accertati sono stati commessi fino al giugno 2005.

Diverse le modalità utilizzate per ottenere le prestazioni pensionistiche: falsi decreti prefettizi di invalidità civile, verbali di visite mediche non rispondenti al vero, sentenze del giudice civile contraffatte o basate su perizie non veritiere.

Durante le indagini sono stati accertati, anche fotograficamente, casi di persone beneficiarie di indennità di accompagnamento che guidavano tranquillamente l'automobile o camminavano a piedi da sole e senza problemi.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il