Proteste nelle piazze per mancanza di cibo e prezzi troppo alti in Honduras dopo il nuovo governo

L'Honduras ha bisogno di un piano di risollevamento per uscire dalla crisi che lo sta corrodendo dall'interno



Protesta contro il "il modello neoliberale al potere in Honduras dal 1990, che non ha fatto altro che portare nuove ricchezze a poche famiglie e ridurre alla fame e alla miseria il resto della popolazione".

I manifestanti hanno bloccato le vie d'ingresso delle principali città dell'Honduras. Attivisti di sinistra, studenti e agricoltori hanno manifestato in diverse città della nazione centro americana. La polizia ha sparato gas lacrimogeni contro folle di manifestanti che hanno bloccato autostrade nelle province della costa caraibica sono state arrestate complessivamente sette persone. Gli organizzatori della protesta hanno denunciato che la reazione delle forze dell'ordine è stata troppo energica e hanno promesso altri cortei per il primo maggio.
Secondo il governo, la polizia sarebbe intervenuta per ripristinare il traffico "senza incidenti di sorta". Il ministro della Pubblica Sicurezza, Jorge Rodas, ha dato ordine alle forze armate di presidiare le principali strade e i ponti per evitare il ripetersi degli incidenti.

A Tegucigalpa scuole e negozi sono rimasti chiusi - informa l'agenzia missionaria Misna - mentre cortei si snodavano in diversi punti della capitale diretti alla Casa de Gobierno, nel settore orientale della città, presidiata da un cordone di poliziotti e militari. Fonti radiofoniche locali hanno riferito di disordini tra manifestanti e forze dell'ordine che hanno disperso alcune centinaia di persone riunite nel quartiere di Las Brisas, con alcuni feriti. Disordini analoghi, di cui non sono stati forniti bilanci, sono stati segnalati a San Pedro Sula, seconda città dell'Honduras, 240 chilometri a nord di Tegucigalpa, nel porto caraibico di La Ceiba e a El Progreso, sempre nel nord.

I tre sindacati nazionali, indipendentemente dal loro schieramento politico, si sono uniti alla Coordinadora nacional de resistencia popular e a sei associazioni professionali presentando al presidente Manuel Zelaya e al governo un documento in 12 punti nel quale esigono il controllo dei prezzi in particolare sul cibo e sui generi di prima necessità, la modernizzazione della produzione agricola per migliorarne la produttività, l'educazione pubblica gratuita, l'epurazione dei corrotti dalla polizia e tra i dipendenti pubblici e un aumento generale dei salari. E ancora: fermare la privatizzazione delle aziende statali; una strategia nazionale per la redistribuzione permanente della ricchezza, istruzione pubblica gratuita.

La produzione annuale di mais dai 15,3 milioni di quintali del 2007 a 23 milioni entro il 2008 e quella di fagioli da 1,8 a 2 milioni, con un investimento di 2,2 miliardi di lempiras (circa 75 milioni di euro). E lo stesso governo avrebbe deciso di aumentare la produzione annuale di mais dai 15,3 milioni di quintali del 2007 a 23 milioni entro il 2008 e quella di fagioli da 1,8 a 2 milioni, con un investimento di 2,2 miliardi di lempiras (circa 75 milioni di euro) nell'ambio di un "piano di emergenza agricola".

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