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Agevolazioni fiscali per la ricerca e le aziende che vi investorno: tutte le novità

Nuovi cambiamenti per quanto riguarda le agevolazioni per le imprese che investono nella ricerca



In origine il credito d'imposta per le aziende che investono sulla ricerca era stato fissato al 10% elevabile al 15% per i costi riferiti a contratti stipulati con università ed enti pubblici di ricerca a fronte di un importo massimo delle spese ammissibili di 15 milioni di euro per periodo d'imposta. Successivamente con la Finanziaria 2008 il limite massimo per il credito concedibile in caso di collaborazione con università ed enti pubblici è stato elevato al 40% e l'importo massimo delle spese complessive a 50 milioni di euro.

La Finanziaria 2007 aveva subordinato l'applicazione del credito d'imposta alla autorizzazione della Commissione europea sulla base degli Orientamenti in materia di aiuti di stato alla ricerca, sviluppo e innovazione. La  Commissione europea in data 11 dicembre 2007 ha stabilito che il credito d'imposta non si classifica come aiuto di Stato. Tale decisione è di grande importanza poiché sottrae il credito di imposta per la ricerca tra l'altro alle disposizioni relative al cumulo: per il  credito d'imposta quindi, non essendo un aiuto di Stato, non si pone il problema del cumulo con agevolazioni concesse sulle stesse spese a valere su regimi di aiuto esentati o autorizzati dalla Commissione.

Il credito è concesso a tutte le imprese operanti in tutti i settori di attività escluse le imprese in difficoltà. E' utilizzabile ai fini del versamento delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attività produttive dovute per il periodo d'imposta in cui le spese sono state sostenute.

Il decreto stabilisce quali siano le spese agevolabili, gli obblighi di comunicazione delle imprese e le modalità di verifica dell'effettività delle spese e dei costi.

Per quanto riguarda le attività di ricerca il decreto precisa che si deve trattare di:

"a) lavori sperimentali o teorici svolti soprattutto per acquisire nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette;

b) ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti; creazione di componenti di sistemi complessi necessaria per la ricerca industriale, in particolare per la validazione di tecnologie generiche, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera c);

c) acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e altro, allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici e/o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida.

L’eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi così generati dai costi ammissibili. Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali. Non sono ammissibili le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti."

I controlli sulla corretta fruizione del credito d’imposta da parte delle imprese beneficiarie sono effettuati dall’Agenzia delle Entrate nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo.

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