Usare la mail dell'ufficio e dell'azienda per parlare male di un collega è reato

La Corte di Cassazione rivede un caso di email con ingiurie e approva il reato



Si rischia un processo per ingiuria se si spediscono email ai proprio colleghi di ufficio in cui si parla male di altri colleghi.

Con questa decisione la Suprema Corte ha accolto il ricorso di Amelia G., impiegata presso una ditta veneta di Bassano del Grappa. Il comportamento della donna era stato criticato in una e-mail che il suo collega Gino F. aveva mandato a tutti gli altri dipendenti e nel quale prendeva di mira la "sfacciataggine" di Amelia, che secondo Gino "abusava dei congedi parentali".

Solo ad Amelia, Gino non aveva inviato l'e-mail che la riguardava. Qualcuno, però, aveva provveduto a recapitare una copia dell'epistola nel cassetto della scrivania di Amelia. La donna, sentendosi offesa, aveva querelato Gino. Ma sia in primo sia in secondo grado, prima il giudice di pace di Bassano del Grappa (con sentenza del 27 settembre 2005), e poi il tribunale di Bassano (con sentenza del 25 gennaio 2006), avevano assolto Gino con la formula "perché il fatto non sussiste".

Adesso, invece, la Cassazione ha deciso di riaprire il caso e l'uomo rischia una condanna penale oltre a dover pagare un risarcimento danni ad Amelia.

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Fonte: pubblicato il