Immigrazione in Italia: immigrati non supportati da un terzo degli italiani

Aumenta sempre più l'immigrazione in Italia, ma al contempo aumenta anche la percentuale di italiani che non supporta questo cambiamento



Sono in tutto poco più di 2 milioni e 400 mila con una distribuzione territoriale diversificata: mentre nel Centro Nord rappresentano il 6,8% della popolazione, sono solo l'1,6% nel Centro Sud. È quanto rileva il Primo Rapporto sugli immigrati in Italia, curato da Marzio Barbagli e presentato oggi al Viminale insieme ai risultati della seconda ricerca dell'Osservatorio sociale sulle immigrazioni realizzata dalla Makno & consulting.

"Similmente ad altri Paesi europei in cui l'immigrazione ha radici più lontane nel tempo in Italia, gli stranieri iniziano da qualche anno a costituire quote rilevanti sul totale della popolazione, specialmente in alcune aree del paese: al 1° gennaio 2007 registriamo, infatti, un'incidenza del 5% di residenti stranieri sul totale della popolazione italiana - si legge nella ricerca - Nel 2003 tale incidenza era del 2,7%. La struttura dell'età della popolazione straniera rileva che tra di essi prevalgono i minori e le persone in età attiva e riproduttiva".

Il sondaggio presentato oggi evidenzia che nell'ultimo anno è aumentato all'11,3% il numero di italiani che guarda con diffidenza agli immigrati, anche se il 42% si dichiara disponibile all'accoglienza. Per più della metà degli italiani intervistati nell'indagine Makno & Consulting (55,3%) l'immigrazione da paesi islamici pone più problemi delle immigrazioni da altri paesi e il 31,4% si dichiara complessivamente contrario alle moschee. Il 59,1% dichiara però di conoscere in modo superficiale l'islamismo.

"L'età media è di 30,4 anni, inferiore a quella composta dalla popolazione residente nel complesso, (42,3 anni) - prosegue lo studio - Quasi un quarto di stranieri residenti in Italia è minorenne, indicatore di come l'immigrazione in Italia stia assumendo un carattere sempre più stabile e radicato sul territorio nazionale. Inoltre, un cittadino straniero su due ha un'età compresa tra i 18 e i 39 anni, contro il 29,2% della popolazione totale nella stessa classe di età".

"Nelle zone settentrionali, la popolazione straniera costituisce una parte rilevante della popolazione in età da lavoro - prosegue il Rapporto - Nel Nord-ovest e nel Nord-est tra gli individui di età compresa tra i 18 ed i 39 anni, l'incidenza percentuale di stranieri sulla popolazione totale è quasi doppia (12,1% e 12,6%) rispetto a quella che si osserva considerando tutte le classi di età, esclusa la componente minorile". Secondo i dati Istat citati nel Rapporto al 1° gennaio 2007 più dell'88% della popolazione straniera risiede al Centro-nord, ben un quarto in Lombardia. Seguono, poi, Veneto, Lazio ed Emilia-Romagna.

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
Fonte: pubblicato il