Contratti nazionali importanza diminuita, per aumentare i secondari: è la proposta dei sindacati

Riforma dei contratti e unità sindacale, i temi di maggiore attualita' affrontati da Cgil, Cisl e Uil in occasione delle celebrazioni per il Primo Maggio



Riforma dei contratti e unità sindacale, i temi di maggiore attualita' affrontati da Cgil, Cisl e Uil in occasione delle celebrazioni per il Primo Maggio, quest'anno dedicato alle morti bianche e alla sicurezza sul lavoro. Dal palco di Ravenna (città che, con la tragedia della MecNavi, è stata teatro di uno dei più terribili incidenti sul lavoro dal dopoguerra), è il numero uno di Corso Italia, Guglielmo Epifani- che invita la Confindustria ad espellere, dopo quelle che pagano il "pizzo", anche quelle imprese che non rispettano la sicurezza -, ad annunciare di aver raggiunto con gli altri segretari un'intesa "di alto profilo" sui contratti che verrà sottoposto dalla prossima settimana al vaglio delle segreterie, poi dei direttivi, per essere discusso nelle assemblee dei lavoratori a partire da metà maggio. "Sui contratti - gli fa eco il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni - siamo d'accordo tutti e tre ad avviare una discussione con il coinvolgimento degli organismi sindacali, quadri e militanti perché si apra una stagione nuova". Da parte sua il leader della Uil, Luigi Angeletti, fa sapere che la prossima settimana, il 7 maggio, si riunirà la segretaria unitaria per varare il testo unitario per la riforma dei contratti. "Daremo la risposta - sottolinea il sindacalista con chiaro riferimento al presidente uscente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo - a chi ha accusato il sindacato di essere conservatore. Per noi cambiare il modello contrattuale non è una concessione ma una rivendicazione".
L'accordo verrà sottoposto dalla prossima settimana al vaglio delle segreterie, poi dei direttivi, per poi essere discusso nelle assemblee dei lavoratori a partire da metà maggio. Realisticamente dunque, il riavvio del confronto con gli industriali, alla guida dei quali arriverà, il 21 maggio prossimo, Emma Marcegaglia, potrebbe partire tra fine maggio ed inizi giugno.

Le reazioni della politica
Il ministro del Lavoro uscente, Damiano, parla di "un passo importatissimo" e, afferma di attendere il nuovo governo "alla prova dei fatti sugli incentivi fiscali che devono acompagnare il salario di produttività. Di segno opposto le critiche che provengono dal Pdci, con Rizzo che punta l'indice contro la Cgil e avverte: "Se accettasse la fine della contrattazione nazionale diventerebbe il sindacato organico al bipartitismo italiano e cancellerebbe ogni suo riferimento alla tradizione, ai valori, all'identità di un sindacato della sinistra".

Lo scontro interno alla Cgil
E forti sono le resistenze della Fiom: solo due giorni fa il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini ha avanzato in direttivo l'esigenza "di non venire a leggere dai giornali" di un accordo tra le confederazioni sul documento unitario sui contratti dal momento che "ci vuole prima una consultazione". Rete 28 aprile, l'area programmatica della sinistra Cgil si prepara a dare battaglia sul documento unitario di riforma del modello contrattuale che mercoledì prossimo sarà all'esame del direttivo della confederazione di Corso Italia. Ad annunciarlo è il leader Giorgio Cremaschi. "Voteremo no e andremo ad un conflitto duro perché al di là di tutte le dichiarazioni, questo documento, questa impostazione, porta ad eutanasia del contratto nazionale", spiega convinto che l'operazione "che si sta preparando è la stessa che vent'anni fà portò all'eliminazione della scala mobile, portata avanti con gli stessi argomenti di allora: e cioé favorire la contrattazione". Argomenti che si "rivelarono falsi allora" e che sono "ancora più falsi oggi", aggiunge. "E' una linea che porta al cedimento nei confronti dei diktat di Confindustria", ammonisce ancora auspicando come la linea del segretario generale Guglielmo Epifani "registri un disaccordo senza precedenti". "Il contratto nazionale è la Cgil , rimettere in discussione il contratto è rimettere in discussione la Cgil, la sua storia e la sua cultura", dice ancora. Non solo. Rete 28 Aprile chiederà che dalla votazione siano esclusi i pensionati: "E' inaccettabile che i pensionati votino sul sistema contrattuale. E' la rottura della solidarietà. La democrazia deve rispettate anche le differenze di interessi. Quando non lo fa va in crisi... è come se i metalmeccanici decidano sul contratto dei tessili", prosegue.

Dure anche le critiche avanzate dal coordinatore nazionale di LavoroSocietà: "Con questa riforma del modello contrattuale si rischia la destrutturazione del sindacato che vivrà solo in quanto legittimato dalla controparte", interviene Nicola Nicolosi. Nel mirino dell'area della confederazione l'idea che il contratto nazionale debba solo tutelare il potere d'acquisto dei salari rinviando alla contrattazione di secondo livello consistenti aumenti delle retribuzioni. "Il 94% delle imprese è sotto i 10 dipendenti; non fanno contrattazione integrativa e non hanno il sindacato. Quale sarebbe lo stimolo alla domanda interna?", dice ancora.
E la critica investe anche la futura consultazione dei lavoratori che non avverrà per referendum ma attraverso assemblee: "Si rischia di bissare quanto già avvenne con la validazione del Protocollo sul Welfare 2007", avverte chiedendo non solo che la consultazione sia "certificata" ma anche che possano trovare spazio al suo interno "tutte le opinioni, anche quelle contrarie". "Bisogna applicare le regole scritte nello statuto della Cgil che sono molto chiare: far esprimere tutte le posizioni in campo".

Il testo unitario
Il testo unitario prevede un ridimensionamento dei contratti nazionali, a fronte del potenziamento del secondo livello di contrattazione, con l'obiettivo di concludere i rinnovi nella maniera più puntuale possibile. In pratica, la contrattazione di primo livello serve a tutelare il potere d'acquisto dei salari, quella di secondo livello, aziendale o territoriale, per legare i salari alla produttività. La proposta di contrattazione a livello territoriale è però già stata bocciata dal nuovo presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.
A tale proposito, a margine del congresso delle Acli, Epifani si è limitato a dire "e allora Viale dell'Astronomia metta dei veti" senza aggiungere ulteriori polemiche.

I confederali puntano anche alla riduzione degli attuali 400 contratti attraverso l'accorpamento di settori analoghi. Inoltre la durata dei contratti sarà di tre anni sia per la parte normativa sia per quella economica (attualmente la prima dura quattro anni, la seconda due) e, a sei mesi dalla scadenza, saranno avviate le trattative per i rinnovi.
Per quanto riguarda il capitolo "rappresentanza" l'intesa prevede nuovi meccanismi che tengano conto tanto del numero di iscritti quanto dei voti presi nei comitati di sorveglianza degli enti previdenziali. "Sarà un bagno di democrazia che vale per ciascuno di noi", è stato il commento di Epifani.

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Fonte: pubblicato il