Case e nuovi condomini a Roma: inchiesta di Report ieri sera crea grande scalpore

Il Piano Regolatore Generale di Roma molto probabilmente subirà ancora alcuni cambiamenti. I costruttori hanno paura



Il Piano Regolatore Generale di Roma molto probabilmente subirà ancora alcuni cambiamenti.

Le centralità urbane e metropolitane previste dal Prg sono nuovi centri direzionali, commerciali e residenziali in grado di attrarre funzioni di qualità e risorse per attivare il risanamento, ma Gianni Alemanno, appena eletto al Campidoglio, già attacca perché mancano di funzioni pubbliche di alto rango, fatto che incredibilmente si incrocia con un servizio su Rai 3 di Paolo Mondani su Report.

Quello che mi sorprende è come si ragiona per arrivare a queste conclusioni che reputo giuste ma incomplete. Si fanno collages di visioni parziali, spezzoni di argomentazioni che vengono messi insieme per una monca verità.

Il fatto grave è che l'abitazione popolare o a basso costo è stata decisa a prescindere da ogni cognizione urbanistica. Sono i famosi prestiti o mutui agevolati, sui quali hanno deciso già da tempo i grandi finanzieri internazionali che danno le linee guida all'edilizia (e non solo) con i risultati che stanno sotto gli occhi di tutti. Una finanza sempre più cartacea, e dalle casse sempre più vuote, che crea crack e crisi economiche a catena. Un sistema perverso che dà mano libera proprio a quelli che Milena Gabanelli di Report reputa faccendieri arraffoni che faranno carta straccia del nuovo Prg perché sempre più assetati di maggiori cubature e dei relativi profitti.

La vera brutta notizia è vecchia: abbiamo i vari istituti ed enti, costituiti per dare case a basso prezzo, che si preoccupano principalmente di fare stipendi per elefantiache strutture burocratiche, utili a voti clientelari, e che, con la parte rimanente, fanno case che sono l' interfaccia del potere dei partiti sui propri adepti. E viceversa, tanto che gli assegnatari degli alloggi non sono sempre bisognosi, ma sono certamente in qualche modo affiliati e gregari di gruppi partitici e sindacali.

Abbiamo strutture territoriali di tecnici complesse e incredibilmente numerose, che, quando sono poche, sono ripetute simmetricamente per tre, regione, provincia e comune, ma spesso diventano molte di più. Queste, affermando ipocritamente il contrario, mettono in una botte di ferro tutte le manovre speculative dei grandi costruttori, causando tutto quello che il programma su RAI 3 denuncia. Se poi si aggiunge che tutte queste manovre si avvalgono di professionisti e funzionari ben tutelati da sindacati e da vari ordini professionali, la cosa lascia ancora più amareggiati.

La mia opinione è che quei re di Roma non sono la causa, sono l'effetto delle disfunzioni burocratiche che abbiamo. Non si può solo demonizzare la furbizia dei costruttori quando poi si offre loro l'occasione di approfittarsene. Possiamo andare a Parigi o in Spagna o anche lamentarci pure fino all'infinito, ma non otterremo niente se poi lasciamo a queste strutture inutili, se non dannose, l'onere di controllare il territorio, se è cosi forse è meglio rassegnarsi.

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