Prezzi alimenti, benzina e generi di prima necesità in forte rialzo in Egitto e Somalia. Proteste

Situazione difficile in Egitto ed in Somalia, dove nuovi aumenti tartassano la vita degli abitanti, i quali esasperati, protestano



L'Assemblea popolare, la camera bassa del parlamento egiziano, ha varato ieri una nuova ondata di aumenti, gettando letteralmente benzina sul fuoco dell'esasperazione popolare.

Nell'occhio del ciclone carburante (+50%), gas naturale, sigarette, licenza e bollo della patente.
Immediati i disordini di fronte alle stazioni di carburante, una volta diffusa la notizia delle decisioni parlamentari, votate nel corso di una seduta definita dai media egiziani "calda".

Il provvedimento, ha dichiarato però il premier Ahmed Nazif, è teso a "togliere ai ricchi per dare ai poveri", cioè i nuovi aumenti servirebbero a finanziare l'incremento degli stipendi di alcune categorie di dipendenti pubblici, togliendo a chi sta meglio. Ma la delusione dell'opinione pubblica cresce e non tutti sono disposti a fidarsi e a condividere la lettura del primo ministro. Con il titolo "La felicità rubata agli egiziani", l'editoriale pubblicato oggi da Al Quds al Arabi, quotidiano palestinese edito a Londra, ben descrive l'amarezza con cui gli egiziani stanno accogliendo i nuovi rincari, dopo alcuni giorni di illusione.

Contro il provvedimento votato ieri si sono espressi i parlamentari indipendenti facenti parte del 'blocco' della Fratellanza musulmana e quelli degli altri partiti dell'opposizione. Con una maggioranza di oltre i due terzi dell'Assemblea, il Partito nazionale democratico (Ndp) ha comunque approvato il decreto senza alcuna difficoltà.

Per accrescere del 30% i salari dei dipendenti pubblici, ha ribadito il ministro dell'Industria Mohammed Rachid a margine della votazione, sono necessari 12 miliardi di lire egiziane (circa 1,5 miliardi di euro), da reperire in tempi rapidi.
Si teme ora l'impatto delle nuove normative sul tasso d'inflazione, compreso fra il 14 e il 17% nel mese di marzo, con differenze anche significative fra zone rurali e agglomerati urbani.

Nel frattempo, non diminuiscono i prezzi di riso, pasta, pane, sale, zucchero e tutti gli altri beni alimentari essenziali. Nel caso del grano, l'aumento rispetto allo stesso periodo del 2007 è stato del 50%, con conseguenze devastanti sul prezzo del pane e della pasta.

E le cose non vanno meglio in Somalia. I commercianti di Mogadiscio hanno annunciato che accetteranno di nuovo lo scellino somalo, senza imporre l'uso del dollaro, dopo le proteste scoppiate nella capitale somala. Dopo la manifestazione di ieri (lunedì), che ha portato nelle strade di tutti e 13 i quartieri di Mogadiscio decine di migliaia di persone, oggi centinaia di ragazzi hanno lanciato pietre contro negozi e autovetture, e hanno dato fuoco a pneumatici nelle strade di due quartieri, Dharkenley e Wadajir. Ieri, le forze dell'ordine hanno aperto il fuoco contro i dimostranti, uccidendo cinque persone.

I dimostranti accusano gli uomini di affari somali di riversare sul mercato banconote cotnraffatte per indebolire la valuta nazionale e rendere inevitabile il ricorso al dollaro. Oggi, un dollaro viene scambiato per circa 30.000 scellini contro i 17.000 dello scorso anno, a causa delle condizioni di crescente insicurezza del Paese e della circolazione di banconote false. Dalla caduta del Presidente Siad Barre, nel 1991, il Paese non ha più avuto autorità centralizzate, né banche capaci di gestire la massa monetaria in circolazione. Il Presidente somalo Abdullahi Yusuf Ahmed ha annunciato che intende creare una nuova valuta per combattere la contraffazione che ha fatto lievitare l'inflazione.

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Fonte: pubblicato il