Protezioni e segreti bancari in Liechtenstein a rischio in quanto si avvicina entrata Unione Europea

In questi giorni si susseguono a ritmo serrato gli incontri tra i rappresentanti di Liechtenstein e UE per una possibile entrata della prima nella seconda



Obiettivo degli incontri delle due delegazioni (Liechtenstein e UE), che oramai si susseguono ad un ritmo intenso, è quello di giungere, entro l’autunno, ad un’intesa che apra la via alla sottoscrizione dell’accordo anti-frode anche da parte del Principato. Si tratterebbe d’un vero punto di svolta, sotto il profilo normativo, dato che i contenuti, le finalità e le regole che definiscono questa tipologia d’accordo comportano, in maniera automatica, l’acquisizione d’un terreno comune di discussione, di dialogo e di confronto in merito a temi di natura schiettamente fiscal-finanziaria.

Se Vaduz sceglie la via dell’integrazione europea
Anche se, come hanno tenuto a precisare i rappresentanti del Liechtenstein, gli eventuali obblighi che ne deriveranno saranno perfettamente in linea ed equivalenti a quelli che gli Stati membri dell’Unione assumeranno nei confronti del Principato. Dunque, si potrebbe registrare un avvicinamento diretto, riguardo questi temi, tra Liechtenstein e Commissione europea, ma un riallineamento, per quanto da molti ambito, non determinerà la trasformazione della giurisdizione in ex-paradiso fiscale, almeno non nel breve e nel medio termine. Si tratta comunque d’un passo in avanti decisivo, e questo dopo anni di isolamento reciproco, educato ma silente.

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