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Lavoratori immigrati e badanti con contratto ma senza permesso: regolarizzazione sarà più semplice?

Come affronterà ora il Governo la questione degli immigrati? E cosa faranno questi in attesa del permesso? Rimarranno fuorilegge?



La "regolarizzazione", che magari sarà chiamata in un modo più soft per non spaventare chi dal governo della destra s'attende rigore, fermezza e lo stop duro allo straniero, non è decisione che sarà presa su due piedi. Non starà ovviamente nella manovra anticrimine di Napoli, né tantomeno negli atti immediatamente successivi.

Ci vorrà tempo, di sicuro qualche mese. Ma con il destino di quei 722mila stranieri, oltre 400 tra badanti e colf, che a dicembre 2007 cliccarono dalle 8 di mattina per uscire dalla condizione di fantasmi, il ministro dell'Interno sa che deve per forza fare i conti.

Bobo Maroni la sua idea l'ha ripetuta ieri a Varese, proprio nella "sua" città, dopo aver letto qualche titolo allarmista sui quotidiani. Badanti a rischio? Nemmeno per sogno. E per ben due motivi. In primo luogo, nessuna delle misure del pacchetto sicurezza, e vedremo perché, può penalizzarle. In secondo luogo esse, e tutti quei 500mila che hanno fatto emergere la loro esistenza e che non commettono reati ma lavorano onestamente, "non hanno nulla da temere e non saranno rimandati nei loro paesi d'origine".

Maroni ci tiene a essere chiaro: "Non si può mettere sullo stesso piano chi viene in Italia per fare reati, chi violenta una donna o rapina una villa, e chi arriva e svolge un compito socialmente importante". E allora "distingueremo". Parola di ministro leghista.

Partiamo da qui. Chi, al Viminale, gli lavora accanto la spiega così: "È ovvio che il problema esiste. Nessuno lo nega. E nessuno di noi qui sta pensando a deportazioni forzate, come sembra temere il direttore della Caritas". Ma come, da nemici dei clandestini non volete cacciare via tutti? "Noi vogliamo allontanare i criminali e i clandestini che delinquono". E il resto? "Dopo la Bossi-Fini, nel 2002, non si ricorse di certo a una sanatoria, come avevano fatto i ministri Turco e Napolitano dopo la loro legge del '98.

Il governo Berlusconi utilizzò una regolarizzazione, una via d'uscita che ha il pregio di far emergere il lavoro nero. Può avere il permesso di soggiorno e sistemarsi chi ha un contratto di lavoro, chi gode di un'assistenza sanitaria, chi può contare su una posizione retributiva".

Detto fatto. Le code davanti alle questure se le ricordano tutti in quel giugno del 2002. Furono presentate 693.937 domande. Furono rilasciati 641.638 permessi di soggiorno. E, ironia della sorte, ben 141.620 domande erano di altrettanti rumeni, 63.477 tra badanti e colf. Marcella Lucidi, sottosegretario all'Interno nel governo Prodi, ironizza: "Per due anni ci hanno tormentato dicendo che il nostro decreto flussi era una sanatoria. Hanno giurato e spergiurato che loro non l'avrebbero mai fatta. Invece saranno costretti a ricorrerci anche se magari la chiameranno regolarizzazione. La verità è che se non hanno il coraggio di cambiare la Bossi-Fini il problema sarà infinito. Quella legge produce in sé e per sé clandestinità. È impensabile che io possa scegliere la baby sitter di mia figlia senza neppure guardarla in faccia perché sta ancora all'estero".

Ma la legge, per Maroni e per tutto il governo, pare proprio un totem intoccabile. Ma nell'attesa che succede? Quanto debbono avere paura badanti e lavoratori stranieri non appena saranno entrate in vigore nuove leggi che attribuiscono lo status di latitante a quel clandestino che, beccato senza permesso di soggiorno, non ha rispettato l'ordine di espulsione?

Un esercito di 6 milioni e mezzo di over 70 necessitano di cure mediche ed attenzioni che si ricercano sempre più frequentemente oltre confine.

Quanto ci si guadagna ad essere una badante? Lo Tra i 600 e i 900 euro, a seconda delle specializzazioni richieste, ma anche delle condizioni dell’anziano (più o meno autosufficiente), non molto se si considera che la maggior parte delle badanti (il 67%) sono diplomate e laureate, e il 45% svolgeva nei paesi di origine lavori qualificati (pagati in media 300 euro), lasciati per cercare di ottenere retribuzioni più soddisfacenti nel nostro Paese assistendo gli anziani.

Badanti in numeri
Le badanti regolarizzate sono solo 650.000. Su 1.050.000 famiglie che hanno badanti irregolari più della metà delle famiglie (il 58%) sarebbero disposte a regolarizzare la posizione se fosse possibile una sanatoria, anche pagando delle penali. Il 24% non lo farebbe solo per i costi troppo alti dei contributi da versare e la mancanza di incentivi statali, il 18% non è interessato al problema.

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