Incontro Veltroni e Berlusconi: accordo su stipendi e riforme istituzionali

Trentacinque minuti: questo il tempo di discussione tra Berlusconi e Veltroni, i quali si sono incontrati stamattina per una colazione di lavoro.



Trentacinque minuti: questo il tempo di discussione tra Berlusconi e Veltroni, i quali si sono incontrati stamattina per una colazione di lavoro.

Positivo o negativo, costruttivo o inutile che sia, l'avvicinamento tra i leader è di fatto una novità costituzionale che apre la stagione del bipolarismo e suscita un acceso dibattito. "E' normale - ha detto al termine della conferenza stampa Veltroni- che si cerchi la covergenza sulle regole del gioco e al tempo stesso ci sia il confronto più aspro e serrato necessario sui programmi". Ma se diventasse una "consuetudine", come non auspica Mario Adinolfi? Afferma il blogger del Pd: "L'idea di Veltroni di trovare rileggitamazione nello spazio consociativo con Berlusconi è un grave errore politico che ci condurrà al disastro elettorale da qui ad un anno, con il conseguente rischio della fine della stessa ragion d'essere del Pd". Per Adinolfi piuttosto che ascoltare Berlusconi, bisognerebbe sentire "la base".

Vediamo nel merito di cosa si è parlato. L'emergenza rifiuti, che ha orientato la campagna elettorale e gettato nel panico per l'immagine dell'Italia all'estero, non è entrata nell'agenda della colazione. Così come il pacchetto sicurezza, gli arresti, le molotov nei campi rom e i richiami dell'Unione Europea. Caso esclusivo nella geografia politica dei Paesi occidentali: le "emergenze" in Italia sono l'unico spazio programmatico che non si affronta con modalità bipartisan. Un dato, questo, che porta a comprendere la reale portata delle stesse emergenze.

Con Berlusconi, ha spiegato il leader del Pd, "ci siamo trovati d'accordo sulla necessità di ripartire dal pacchetto di riforme licenziato dalla commissione affari costituzionali nella scorsa legislatura e portarlo avanti". Ovvero: riduzione dei Parlamentari, una sola Camera che fa le leggi, tempi rapidi per l'approvazione dei ddl. Riguardo al pacchetto economico in preparazione nelle stanze di Tremonti, Brunetta e Berlusconi, Veltroni si è augurato che "il governo presenti delle proposte per far fronte alla vera emergenza" che è la condizione sociale ed economica delle famiglie italiane".

E a questo proposito, sull'abolizione dell'Ici, non ha escluso una possibile convergenza, anche se "vedremo come uscirà la norma dal Consiglio dei ministri e come verrà coperta". E ha aggiunto: "penso che se vi sono risorse disponibili vanno messe sulle altre urgenze del paese, come il sostegno a salari, pensioni e a fasce più deboli della popolazione".

Altri topic, Alitalia e legge elettorale per le europee. Sulla quale i partitini possono stare tranquilli: Veltroni ha osservato di considerare "l'introduzione di una soglia del cinque per cento troppo alta". Per il segretario del Loft è opportuno "lavorare attorno a una dimensione del due-tre per cento". Riguardo la compagnia di bandiera, invece, nessuna convergenza: "Ci cimenteremo in Parlamento. Rimango dell'idea che aver mandato via Air France sia stato un grave errore". Un passaggio importante ma soltanto accennato è arrivato anche sull'argomento Rai. Tema solo "sfiorato" durante il colloquio, ma sul quale il segretario del Pd ha trovato il modo di ribadire al premier che il nuovo cda della tv pubblica andrebbe, a suo giudizio, nominato con "nuove norme".

E gli altri, i colleghi dell'opposizione, come hanno preso questo appuntamento galante? "Io - ha messo le mani avanti Veltroni in conferenza stampa - non pretendo di rappresentare nessun altro che il Pd". E infatti, all'uscita dal colloquio, il segretario si è affrettato a comunicarne l'esito all'Udc e dell'Italia dei Valori. E' simbolico che per il partito di Di Pietro la telefonata sia arrivata a Massimo Donadi, che è capogruppo alla Camera: una risposta indiretta a chi critica il leader del Pd di aver bypassato e delegittimato il Parlamento (come Manuela Palermi, Pdci, che parla addirittura di "colpo di Stato").

Convincente? Insomma. La chiamata di Walter è stata una comunicazione "formale e senza commenti", riferisce Donadi. "Noi non ci pensiamo proprio a incontrare Berlusconi. Per dialogare con la maggioranza non serve andarci a pranzo: siamo una forza presente in Parlamento e quando la maggioranza comincerà a proporre delle leggi noi non faremo mancare il nostro apporto critico".

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