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Irpef ai comuni al 20%: ma tale quota sarebbe troppo elevata in numerose regioni italiane

L’hanno lanciata in questi giorni i sindaci veneti: via l’Ici sulla prima casa e via anche i trasferimenti correnti provenienti dallo Stato centrale. In cambio ai Comuni si lasci il 20% dell’Irpef pagata dai contribuenti.



L’hanno lanciata in questi giorni i sindaci veneti: via l’Ici sulla prima casa e via anche i trasferimenti correnti provenienti dallo Stato centrale. In cambio ai Comuni si lasci il 20% dell’Irpef pagata dai contribuenti.

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Per i primi cittadini veneti lo scambio sarebbe auspicabile. A fronte di una soppressione dell’Ici (pari a 244 milioni di €) e dei trasferimenti (678 milioni di  €), complessivamente verrebbero a mancare nelle casse comunali venete 922 milioni di euro. Con la compartecipazione dell’Irpef andrebbero nelle tasche dei Comuni, però, 2 miliardi e 229 milioni di euro.

Il saldo, quindi, sarebbe positivo per ben 1.307 milioni di euro.

Ritornando ai dati, dalla CGIA ricordano che a livello nazionale i mancati trasferimenti correnti  e quelli relativi all’Ici sulla prima casa farebbero perdere ai Comuni 11 miliardi e 599 milioni. Con la compartecipazione del 20% del gettito dell’Irpef, invece, ai primi cittadini andrebbero 22 miliardi e 155 milioni per un saldo positivo di 10 miliardi e 556 milioni.

“A mio parere – commenta Giuseppe Bortolussi – questa proposta mi sembra sovrastimata e quindi difficile da sostenere economicamente. Tuttavia, non va dimenticato che nella proposta avanzata dai Sindaci veneti si sollecita lo Stato centrale a compensare i maggiori tributi non incassati attraverso una gestione più razionale della spesa pubblica e ad un conseguente taglio degli sprechi

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il