Economia italiana non cresce e aumenta la differenza tra nord e sud secondo Istat

Il Pil italiano stenta ad aumentare rispetto alle altre nazioni europee. In compenso aumentano i problemi



Nell'anno trascorso, a fronte di una crescita mondiale che ha viaggiato al ritmo sostenuto del 3,7% del prodotto ai prezzi di mercato e del 4,9% a parità di potere d'acquisto, il pil in Italia è cresciuto solo del 1,5% dato ancor più negativo rispetto al precedente pari al 1,8% e con un differenziale rispetto alla media europea nell'ordine di un punto percentuale.

L'inflazione media annua è rimasta moderata, con un'accelerazione a partire dall'estate scorsa.

Sul fronte dell'occupazione, la crescita è stata maggiore nel centro nord, il sud è rimasto tendenzialmente stabile. Il calo della disoccupazione, iniziato nel 1999, prosegue, come nel resto dell'Ue27, dove il rapporto tra le persone in cerca di impiego e le forze lavoro passa dal 9,0% registrato nel 2004 al 7,1% del 2007. In Italia i disoccupati sono circa un milione in meno rispetto a 10 anni fa.

Tuttavia, c'è da precisare che, dal 2003, il calo della disoccupazione non si accompagna ad un aumento significativo del tasso di occupazione, piuttosto a un aumento di inattività, cioè di coloro che rinunciano a cercare attivamente un'occupazione, in particolare le donne. In Europa, invece, oltre a calare il tasso di disoccupazione, cala anche quello di inattività.

Il tema dell'occupazione resta, ovviamente legato al tema della povertà delle famiglie, dove gravano i costi della casa e la difficoltà di arrivare a fine mese denunciata dal 14,6%. Il 66,1% delle famiglie dichiara di non riuscire a mettere da parte dei risparmi nell'ultimo anno.

Per quanto riguarda l'immigrazione sono il 5,8% del totale i cittadini stranieri residenti, con un record di rumeni, segiuti da albanesi, marocchini, cinesi e ucraini. I nati da coppie di genitori stranieri è pari al 10,3% del totale nati della popolazione residente.

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Fonte: pubblicato il