Cina e Taiwan: facciamo parte di una unica nazione. Dichiarazione storica. Conseguenze?

Dopo 60 anni di silenzi, ripartono le relazioni tra Cina popolare e Taiwan



Wu (segretario del Kuomintang) è il primo rappresentante di un partito di governo della Cina nazionalista che fa visita nella Cina comunista dal 1949. Il segretario, per quanto riportato dall'agenzia Reuters ha dichiarato che "entrambe le parti sono legate dal sangue alla nazione cinese e ciò non può essere messo in dubbio da nessuno". Quanto affermato non scongela di fatto i rapporti ancora tesi tra le due entità cinesi.

La visita della delegazione di Taiwan, composta da 16 membri, arriva a pochi giorni della nomina del nuovo presidente  dell'isola, Ma ying-jeou del KMT. Il partito nazionalista, che ha preso il potere dopo otto anni di controllo da parte del Democratic Progressive Party, ha fatto ripartire i colloqui con la Cina Popolare. Wu ha dichiarato che "dobbiamo tutti cogliere questa nuova opportunità di relazioni tra le due parti dello Stretto, affrontando la storia,  la realtà e guardando al futuro," continuando con il dire che "ci sono molte difficoltà, ma fintanto che entrambe le parti sono sincere, lo sviluppo pacifico avrà sicuramente prospettive migliori".

Wu, secondo quanto riportato ieri dal sito della BBC, non avrebbe la possibilità di firmare documenti con i rappresentanti cinesi-popolari, ma si occuperà di discutere della possibilità di facilitare l'arrivo di un numero maggiore di aerei di linea sull'isola alleata degli Stati Uniti a partire da luglio. Il presidente Ma ha dichiarato che ciò potrebbe contribuire a promuovere l'economia dell'isola. Ma si è detto favorevole anche al cambio tra Yuan cinese e Dollaro di Taiwan, con la possibilità di creare in futuro un mercato comune. Durante i quattro anni del suo mandato ma ha affermato che non porterà Taiwan all'unificazione con la Cina, non dichiarerà l'indipendenza dell'isola, nè muoverà guerra.

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