Testamento biologico per la prima volta messo in pratica in Italia? La vicenda

I pareri e le linee di pensiero sul caso della donna morta senza aver subito l''accanimento terapeutico'



Da tempo malata di SLA, è morta la settantenne Vincenza Santoro Galani, scegliendo di non subire l'"accanimento terapeutico".

La signora Santoro Galani, nella piena consapevolezza della gravità della sua situazione, ha espresso la volontà di non ricevere la respirazione forzata, nominando così il marito ‘amministratore di sostegno’, figura prevista dalla legge 6 del 2004; questo in vista della possibile perdita delle facoltà intellettive.

Richiesta presa, come comprensibile, molto sul serio dal coniuge che si è rivolto al tribunale di Modena, presso il quale il giudice tutelare Guido Stanzani ha accolto la richiesta della donna, prima che il quadro clinico peggiorasse e dando così piena applicazione alle volontà della malata.

La storia è destinata a far discutere e già in queste ore ha suscitato numerosi interrogativi, come quelli sollevati dai parlamentari del Pd Emanuela Baio e Paola Binetti , che hanno sottolineato come sia importante ribadire che: “Deve certamente esistere il rispetto della volontà del paziente ma lo Stato non può arrogarsi il diritto di interrompere la vita. Il nostro è un ‘no’ fermo ad ogni tentativo di eutanasia e proporremo che sia stabilita un'interpretazione autentica della legge 6 del 2004. “, aggiungendo che: “La legge contempla l'amministratore di sostegno quale istituto pubblico di cura per provvedere agli interessi di chi non ha la piena capacità di intendere e di volere. E' cosa ben diversa dal decidere sulla vita o sulla morte di una persona".

Secondo Giuseppe Palumbo, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, la vera novità sta proprio nel ‘ruolo’, nella figura dell'amministratore di sostegno, intorno alla quale sarà necessario fare attente valutazioni.

“Accade già che una persona possa rifiutare le cure, la legge lo consente, in particolare per gravi forme tumorali ed anche in soggetti giovani - sottolinea Palumbo - in questo caso la decisione è stata presa da un altro soggetto, l'amministratore di sostegno, entrando nella sfera del testamento biologico. Non sappiamo bene, ad esempio, se la signora si poteva esprimere liberamente o se poteva dare solo segni di assenso o dissenso Biosogna quindi leggere attentamente il meccanismo della sentenza e valutare questa figura che apre una nuova via” e che “è una novità che va regolamentata e che comunque è già presente in alcune proposte di legge sul testamento biologico".

Per Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare: “Questa è solo un'applicazione del diritto garantito dalla costituzione di rifiutare le cure, la paziente era pienamente cosciente, l'unica novità può essere questo uso dell'amministratore di sostegno. Questo caso dimostra semmai che questo si può fare tranquillamente e non c'é nessun bisogno di una legge per farlo”.

Secondo il presidente della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), Amedeo Bianco: “La vicenda di Modena non rientra affatto nei casi di testamento biologico”. Dal momento che: “La paziente era capace di intendere e volere, dunque non si può assolutamente parlare di testamento biologico. Siamo di fronte a un atto consentito dalla legge” e che quello della signora Santoro Galani, a suo dire: “Non è il primo caso in Italia di rifiuto di un trattamento terapeutico in caso di malattie senza speranza di guarigione”.

Invece secondo Ignazio Marino, presidente della commissione sanità del Senato nella scorsa legislatura, secondo il quale: "C'é una grande differenza tra un singolo caso come questo e una legge organica che permetta di accompagnare ed assistere una persona fino agli ultimi istanti della sua vita”, sottolineando la necessità, a suo parere, di: “Una legge che non porti nei tribunali la cura della persona affidando al giudizio di un singolo magistrato, per quanto illuminato possa essere, ogni caso. La cura va fatta negli ospedali, ed è lì che vanno prese queste decisioni".

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Fonte: pubblicato il