Treni pendolari tagliati, biglietterie eliminate: conti in rosso senza finanziamenti per le Ferrovie

L'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti dichiara che se non arriveranno soldi dal Governo e dalle Regioni, non sarà possibile mantenere le promesse di potenziamento



L'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti dichiara che se non arriveranno soldi dal Governo e dalle Regioni, non sarà possibile mantenere le promesse di potenziamento fatte dal nuovo esecutivo in materia di infrastrutture e trasporti; è molto probabile che con l'entrata in vigore del servizio estivo, in Liguria ed in Toscana, non si assisterà ad un nuovo capovolgimento della realtà, ma ad un più grave ridimensionamento del servizio su rotaia colpendo (come d'uopo) gli utenti meno protetti: i pendolari.

Meno treni passeggeri, meno cargo, meno biglietterie. La formula Moretti è il taglio:"Doveroso da parte nostra rincorrere il pareggio di bilancio [...] già recuperati un miliardo e sette in dodici mesi". Moretti ci tiene a ricordare come i governi dei paesi d'oltralpe, in particolare Francia e Germania, investano ingenti somme di denaro nella modernizzazione del trasporto di merci e persone su ferro; la francese Sncf e la tedesca Deutsche Bahn chiudono il 2007 con utili dal valore compreso tra l'uno e i due miliardi e mezzo di euro, soffiando continuamente passeggeri alle compagnie low cost continentali.

Il segreto di tale successo sarebbe legato, secondo l'ad di Ferrovie dello Stato, ai prodigi dell'Alta Velocità; mentre il traffico Parigi-Londra passa dai cieli della Manica al tunnel e tra Madrid e Barcellona si viaggia alla velocità del suono, l'Italia aspetta il 2009 per lanciare la Roma-Milano. Tale percorso sarà coperto, secondo Fs, in tre ore di viaggio e la frequenza dei treni sarà di uno ogni quarto d'ora.

C'è da crederci...Per il 2010, invece, si pronostica la caduta del monopolio che Trenitalia Spa detiene da quando l'italiano inventò il treno, con la nascita di Ntv, nuova creatura partorita dal connubio Della Valle-Montezemolo. C'è da fidarsi... Lo spettro di una nuova e prossima concorrenza potrebbe convincere i manager Fs a puntare sull'Alta Velocità a scapito del mantenimento globale della rete ferroviaria, puntando sul "gioiello" e sul suo eventuale scorporo dal resto dell'azienda per farne una società quotata in borsa.

Che rimane del servizio pubblico? Poco e, per tradizione, inefficiente. Dai microfoni di Radio Anch'io, lo stesso Moretti alimenta le ansie di lavoratori e sindacalisti non escludendo per le ferrovie un rischio Alitalia. Filt Cgil e Filt Cisl, attraverso le parole dei propri segretari nazionali, esprimono serie preoccupazioni sulla strategia di Moretti. "Non è affatto scontato che le eventuali risorse dell'Alta Velocità vengano usate per migliorare il servizio ferroviario nel suo complesso [...], è strategico per il paese ampliare la quota di trasporto merci su rotaia per i suoi evidenti benefici sia sul piano economico sia ambientale", questi i commenti di Fabrizio Solari a margine della conferenza d'organizzazione della Cgil in merito alla situazione Fs.

Anche Legambiente si unisce al fronte sindacale in difesa dei pendolari toscani e liguri, i quali per primi subiranno gli effetti della politica del risparmio. Piero Baronti, presidente di Legambiente Toscana, ironizza sull'impiego dei soldi che il Governo non garantisce a Moretti e a Fs: "Si Risparmia per fare il ponte sullo stretto!". Comunque, più in generale, ci si preoccupa di quanto le mancanze su ferro verranno compensate dal trasporto su gomma, inficiando ancora il bene dell'ambiente e della salute dei cittadini.

Ciò che si spera tra le righe e su diversi fronti (associazioni dei consumatori, ambientalisti, sindacati e utenti) è che il Governo Berlusconi non tradisca gli accordi presi dal precedente governo e Fs per garantire il normale svolgimento del servizio, aiuti per circa 330 milioni di euro, dei quali solo 80 sono stati erogati.

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