Economia in Italia: Pil nel 2008 e nel 2009 dimezzato. Siamo la penultima nazione Ocse come crescita

Il capo-economista dell'Ocse Jorgen Elmeskov commenta la situazione economica italiana. fornendo consigli a riguardo



Quasi in tono rassegnato il capo-economista dell'Ocse Jorgen Elmeskov ricorda che "va tenuto ben presente che la crescita tendenziale in Italia è bassa da tempo, e l'effetto si vede anche quando c'è un boom che non è mai veramente tale nel Paese". Si partiva dunque da una posizione debole, motivo in più per cui andrebbero attuate "riforme strutturali che rafforzino la crescita potenziale.

Qualsiasi cosa si possa fare per aumentare la produttività sottostante dell'Italia è benvenuta", aggiunge il capo-economista dell'Ocse, riferendosi in particolare alle liberalizzazioni da sostenere urgentemente nei mercati dei prodotti e dei servizi, così da aumentare la concorrenza.

Andrebbe poi migliorato il sistema scolastico, vero vulnus per una crescita culturale, e di conseguenza anche sociale ed economica della Penisola, che attualmente vede le conoscenze e le competenze degli studenti italiani agli ultimi posti nell'Ocse, che consiglia di rafforzare la flessibilità del mercato del lavoro e delle contrattazioni salariali, tenendo conto del problema del divario Nord-Sud, ormai in atto da oltre mezzo secolo.

"Sono cose che richiedono anni per avere effetto, ma bisogna lavorarci", continua Elmesekov, che però non commenta le iniziative preannunciate dal Governo: "In questa fase è prematuro reagire a proposte che in buona parte non sono dettagliate. Quando ci sarà qualcosa di più concreto sarà possibile commentarle". Infine un segnale di incoraggiamento: "Le banche italiane non avevano investimenti di rilievo nel subprime e nei derivati, e quindi non sono state colpite dall'esplosione della crisi Usa. Quindi non c'è stato un impatto diretto della crisi sull'economia".

E a proposito di banche, che il problema della crescita sia la nostra "emergenza nazionale" lo dice anche l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, a commento del taglio delle stime di crescita del Pil (0,5% nel 2008) annunciato dall'Ocse. "L'emergenza viene percepita anche all'estero -òha proseguito Passera-, e la crescita deve essere la nostra priorità".

Un passaggio rilevante è stato quello riguardante il "progetto integrazione" della banca a favore degli immigrati-imprenditori: "Un progetto di microfinanza per gli imprenditori immigrati -spiega l'Ad-, i cui obiettivi sono un'integrazione vera, l'emersione del "nero" e un contributo alla crescita. Il contributo delle imprese di questi nuovi cittadini è un pezzo importante della crescita: senza l'approdo delle nuove aziende degli immigrati, il saldo netto sarebbe stato negativo, invece dal 2000 a oggi le imprese di cittadini stranieri sono aumentate da 100 mila a 250 mila".

Tornando al rapporto Ocse, se da una parte i dati riconoscono i buoni risultati dell'azione del governo Prodi in termini di risanamento, dall'altra segnalano preoccupazioni per il futuro. Lo ribadisce anche il senatore Pd Tiziano Treu, secondo il quale "il rischio di deterioramento dei conti pubblici dovrebbe indurre il governo a scegliere bene le sue priorità di intervento e, giustamente, l'Ocse critica il taglio dell'Ici e la prospettata abolizione dell'Irap, che peggiorerebbero il deficit. Il Pd condivide questa preoccupazione -prosegue Treu-.

L'Ici su larga parte delle prime abitazioni è già stata ridotta dal passato governo. Le consistenti risorse previste dal governo attualmente in carica per il suo taglio completo sarebbero meglio spese per interventi su settori più bisognosi. Penso al sostegno degli affitti e, per altro verso, alla detassazione dei salari e delle pensioni".

Per l'Ocse infatti ridurre l'Ici non dovrebbe essere "la scelta più ovvia" se si vuole stimolare la crescita.

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