Finaziamenti per agricoltori e Paesi terzo mondo dalla Fao e nuovi progetti

Per arginare la crisi dei prezzi alimentari e della fame nel mondo la FAO ha stanziato fondi per diciassette milioni di dollari.



Per arginare la crisi dei prezzi alimentari e della fame nel mondo la FAO ha stanziato fondi per diciassette milioni di dollari.

L'agenzia dell'Onu ha spiegato in una nota a margine del vertice in corso a Roma, che questi fondi rappresentano solo un inizio, una risposta che fornisca nell'immediato ai piccoli agricoltori dei paesi più poveri al mondo i mezzi necessari ad incrementare la produzione agricola almeno per le prossime stagioni di semina del 2009.

Naturalmente queste misure di primo intervento non saranno sufficienti per rivitalizzare i sistemi agricoli dei paesi più colpiti, soprattutto in Africa, che, trascurati da decenni, si calcola avranno bisongo di un totale di 1,7 miliardi di dollari. Della stessa linea d'azione fa parte l'iniziativa della FAO lanciata lo scorso dicembre, che mira ad incrementare la produzione e la disponibilità di cibo a livello locale già dalla prossima stagione di semina, in modo tale da far abbassare i prezzi.

L'operazione, che si attiva su richiesta dei paesi, identifica anche dei settori chiave dove intervenire per migliorare l'approvvigionamento alimentare: oltre a sementi, fertilizzanti e attrezzi, essa include interventi per migliorare le infrastrutture, quali la creazione di impianti di irrigazione e di strade rurali, e l'accesso ai mercati; formazione e know-how per conferire valore aggiunto al prodotto finale commerciabile; riduzione delle perdite dei raccolti mediante migliori tecniche di manutenzione, macinatura e immagazzinamento. Inoltre, nell'ottica di una strategia uniforme tra paesi uniti per ragioni geografiche ed interessi economici, la FAO si occupa anche del coordinamento regionale.

L'altro obiettivo è far sì che gli agricoltori che vivono in miseria approfittino delle opportunità per affrancarsi dalla povertà; a tal proposito il vice direttore generale della FAO José Maria Sumpsi ha dichiarato che "i prezzi alti sono un onere per il mondo intero, nessuno ne è immune (...) nei paesi dove l'agricoltura è passata in secondo piano, perché era più economico importare cibo che produrlo localmente, gli agricoltori hanno così un incentivo a produrre e a guadagnarsi da vivere, fornendo allo stesso tempo disponibilità alimentari".

Ieri, in una conferenza stampa tenuta con i Presidenti delle agenzie ONU e della Banca mondiale, il numero uno della FAO, Ban Ki-moon, ha rilevato il "senso di condivisione" che ci sarebbe tra i leader mondiali che partecipano al vertice "perchè si facciano scelte giuste e si investa nello sviluppo agricolo" ed fatto appello affinché lascino Roma "con un impegno per combattere la fame e garantire la sicurezza alimentare" sottolineando che il lavoro contro la crisi alimentare è "appena agli inizi".

Particolare attenzione sembra venga dal mondo arabo: leggendo dalla tribuna della FAO il messaggio del presidente Zine el Abine ben Ali, il premier tunisino Mohamed Ghannouci ha rinnovato l'appello alla comunità internazionale "a partecipare al finanziamento del Fondo mondiale di solidarietà (creato su proposta della Tunisia) come meccanismo per circoscrivere il flagello della povertà e degli stenti'' specificando che "questa partecipazione potrebbe consistere nel sottoscrivere l'iniziativa che noi (la Tunisia) abbiamo lanciato lo scorso 28 aprile, proponendo il prelievo di un dollaro per ogni barile di petrolio al fine di aumentare le risorse di questo Fondo e devolverle alla lotta contro la fame nel mondo''.

In riferimento alla questione aperta della bioenergia poi, Ghannouci ha raccomandato "la realizzazione di studi di fattibilità approfonditi e di studi degli effetti ecologici, economici e sociali di questa nuova attività" riaffermando che, in ogni caso, "la priorità assoluta dovrà essere accordata all'orientamento della produzione agricola verso il consumo umano e alla prevenzione di ogni forma di concorrenza economica che potrebbe interferire tra queste due attivita''

Inoltre, l'appello di Ban Ki-moon è stato raccolto proprio ieri sera dala Banca per lo sviluppo islamico, che ha scritto al direttore generale della Fao, Jacques Diouf, una lettera per annunciare il proprio sostegno alla lotta contro la fame e l'emergenza alimentare.

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Fonte: pubblicato il