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Tasse sul petrolio: negli Stati Uniti le maggiori entrate fiscali, ma sempre poche. Considerazioni

Dal petroliole casse del Fisco degli Stati Uniti hanno ricevuto 1.650 miliardi di dollari al fisco in 25 anni



Dal petroliole casse del Fisco degli Stati Uniti hanno ricevuto 1.650 miliardi di dollari al fisco in 25 anni

Nello stesso intervallo di tempo i profitti complessivi registrati dall’intero settore petrolifero hanno totalizzato 1.120 miliardi di dollari.

Una benedizione contabile per i conti pubblici statunitensi, sempre in rosso oramai da decenni, oppure, come sostengono in molti, un dono piuttosto modesto offerto da grandi aziende al fisco federale di Washington e ai diversi erari locali, a cominciare da quelli dei singoli Stati dell’Unione, che ospitano sul loro territorio le strutture operative delle grandi multinazionali del petrolio e delle migliaia di operatori che a diverso titolo ne costituiscono l’intero settore.

In totale il gettito, distribuito lungo un intervallo di venticinque anni, ammonterebbe a ben 1650 miliardi* di dollari, un vero e proprio tesoro, mentre i profitti dichiarati dall’intero settore risulterebbero inferiori, ma altrettanto ricchi dato che ammonterebbero a 1120 miliardi di dollari. Insomma, si tratterebbe d’un affare da 3mila miliardi di dollari.

Considerando l’ampiezza geografica del mercato energetico dominato, ancor oggi, dal petrolio e dal barile che ne costituisce l’unità di misura fondante, le attività e i bilanci delle multinazionali statunitensi che operano nel settore del greggio riportano anche una somma significativa d’imposte versate nelle casse di erari diversi da quello di Washington. Si tratta d’un Tesoretto il cui gettito è pari a 518miliardi di dollari, anch’essi pagati dal 1981 al 2006, ma agli erari nazionali di altri Stati sovrani.

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A questo riguardo i dubbi e le critiche legittime tornano ad occuparsi della questione che fuoriesce dal confine angusto della pura contabilità. Infatti, a fronte delle imposte versate manca invece l’indicazione dei profitti incassati dalle multinazionali, dei ricavi derivanti dalle vendite e dalla distribuzione e, in ultimo, delle eventuali spese sostenute.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il